Categoria: Design week milanese

SALONE DEL MOBILE 2017

Purtroppo anche questa sessione del Salone del Mobile si è conclusa e io non vedo già l’ora che sia l’anno prossimo!

Prima di parlarvi di ciò che ho visto vorrei però dedicare alcune righe ad esaminare i pro e i contro della mia organizzazione (cosa che ormai faccio ogni anno!) perchè mi aiuta a fare sempre meglio negli anni a venire.

Per prima cosa quest’anno ero riuscita ad ottenere tutta la settimana (dal 4 al 9 Aprile) di ferie dal lavoro; questo mi ha permesso di riuscire ad andare al Salone durante la settimana (giorno della visita: 6 aprile) e ad evitare la calca del fine settimana, ma non ad approfittare di tutta la Design Week. Infatti come ogni anno, ho atteso che anche il mio papà fosse disponibile per poterci andare insieme a lui (eh si, è il nostro tempo di qualità!) e quindi sono stata a Milano una sola giornata. Magari come obiettivo per il prossimo anno mi appunto quello di trovare delle design blogger che abbiano voglia di condividere la settimana con me (se fate parte di quelle blogger non esitate a contattarmi; mi sto già organizzando per il Cersaie!)

Un’altra nota negativa è stata quella di aver effettuato la visita senza la benedetta Mappa, che poi durante i vari giri è stata impossibile da recuperare! L’anno scorso l’app del Salone l’ho trovata super efficace, con il suo sistema di catalogazione dei padiglioni; quest’anno invece, avendola scaricata un solo giorno prima, non sono riuscita a studiarla bene e a capire in quali aree venivano inseriti i vari stands. Ma alla fine della fiera siamo riusciti a cavarcela!

E poi che dire, se non che ho dimenticato i biglietti da visita del blog! Insomma, di aspetti positivi ce ne sono stati eccome, ma con dei piccoli dettagli a cui dare maggiore attenzione per la prossima visita!

Poi c’è quella che per me è una novità super entusiasmate: ho partecipato ad un evento del Fuorisalone per la prima volta in assoluto! Ma di questo ve ne parlerò più avanti nel post.

Ora però è arrivato il momento di parlarvi del Salone del Mobile vero e proprio!

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Quest’anno il Salone del Mobile ospitava il Salone Internazionale dell’Illuminazione e l’installazione Workplace 3.0.

Ecco le foto scattate per quanto riguarda l’illuminazione.

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Lampada realizzata con fogli di legno by LZF Lamps

Si afferma il trend di lampadari preziosi, come questi qui di seguito che sembrano custodire tesori.

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O questi.

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Abbondavano anche quelli d’ispirazione più eclettica.

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E poi c’è lui! Riuscite a riconoscerne l’installazione? Con le sue ambientazioni fiabesche me ne ero già innamorata due anni fa!

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Karman

Per quanto riguarda i colori, a predominare è sicuramente il verde (in tutte le sue varianti).

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Ma anche la presenza del rosa non è stata da meno.

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Quest’anno erano anche tantissime le camerette per ragazzi che lasciavano a bocca aperta. Tanto per citare un’azienda, per esempio c’era la collezione I sogni di Matilde di Dolfi. Eccovene un assaggio.

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Tantissime anche le soluzioni salva-spazio che sono state proposte.

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Per quanto riguarda l’installazione Workplace 3.0 le novità e le tendenze di cui parlare sono sicuramente le sedute ergonomiche (al primo impatto estremamente complicate, ma di un confort assoluto), i nuovi materiali fonoassorbenti ideali per uffici adibiti a più persone, nuovi metodi di rilassamento (vedi un esempio qui) e anche le nuove vernici resistenti agli incidenti con l’inchiostro.

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Ed ecco alcune foto scattate durante l’evento Social White: un momento per blogger e media partner pensato dagli organizzatori di White in the City (l’installazione che ha dipinto di bianco alcune delle più importanti zone di Milano durante la Design Week) per il quale avevo scritto un articolo.

L’evento in questione si è tenuto a Palazzo Cusani, uno storico palazzo seicentesco situato nell’affollatissima via Brera.

Nulla è stato lasciato al caso: ad accoglierci c’era una bellissima loggia che preannunciava il tema della serata attraverso un allestimento e la presentazione di diversi prodotti di design in chiave bianca.

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Per raggiungere però la sala dove l’evento vero e proprio era stato adibito è stato necessario percorrere una bellissima scalinata che ha portato a diverse sale, in ciascuna delle quali vi era una diversa installazione sempre e rigorosamente in tema bianco.

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E per quest’anno è tutto! Spero di essere riuscita a fare la giusta selezione delle cose che più vi interessavano. E se avete domande non esitate a chiedere: sono qui per voi!

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WHITE IN THE CITY

Ormai lo sentiamo dappertutto: la fatidica data del Salone del Mobile è sempre più prossima! Sono tanti gli animi in fervore, l’eccitazione è in continua ascesa e il lavoro è tanto.

Come penso che sappiate già bene, a caratterizzare Milano durante la prima settimana di Aprile non sarà solo la fiera di Rho, ma anche tutti gli altri eventi a tema che si terranno nelle varie zone della Città del Design per eccellenza.

Oggi vi parlerò dell’evento White in the City, che mi ha chiesto di diventare sua Blogger Friend.

White in the City è uno dei tanti eventi collaterali che si terrà quindi a Milano dal 4 al 9 Aprile 2017 e che ha come progetto quello di raccontare il Bianco nelle sue varie declinazioni cromatiche e simboliche.

Il direttore artistico di questo evento culturale è il designer Giulio Cappellini e come principale sponsor la celebre azienda di pitture Oikos Srl.

L’idea è quella di creare uno speciale itinerario che vedrà coinvolti alcuni dei più importanti indirizzi di Milano (Accademia di Belle Arti di Brera, Pinacoteca di Brera, Palazzo Cusani, l’ex chiesa di San Carpoforo e Class Editori Space) e di assegnare a ciascuno di essi una diversa interpretazione e significato del bianco.  

White in the city

Adesso però tocca a me! In che modo contribuisco a questo tema?

Inutile dirvi che quando mi hanno posto l’argomento ho pensato a millemila possibilità su come svilupparlo, ma ho deciso di dare priorità a un tema che avevo già in lista per il blog: il cosiddetto mito del bianco; ovvero indagheremo insieme la ragione per cui gli architetti sono ossessionati dal bianco e del perché la maggior parte di essi arreda case in total white.

Beh, cosa simboleggia il bianco lo sappiamo un po tutti: è il colore dell’eleganza e della pura bellezza. Ma ciò che ci spinge a “leggere” questo colore, piuttosto che un altro, sotto queste chiavi è una questione meramente culturale.

E’ in età Rinascimentale che il bianco assunse questo significato, età in cui la scultura “vinse” predominando anche sulla pittura, diventando così una forma d’arte più “elevata”. E la scultura dell’epoca non poteva avvalersi che di blocchi di marmo o del bronzo, quindi si tingeva di bianco e nero.

Ma la tendenza ad usare i colori nel suo insieme morì definitivamente con la scoperta della statua di Laocoonte, rinvenuta sotto gli occhi dello stesso Michelangelo. La statua sprigionava un candore talmente intenso da influenzare gli artisti della stessa epoca e addirittura di quelle successive.

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Il Neoclassicismo quindi decretò il bianco come colore della perfezione architettonica e artisticaWinckelmann, coni suoi scritti e le sue teorie, si fece portavoce di questo pensiero.

Ma il concetto del bianco, così come lo interpretiamo noi oggi è stato ripreso più volte da diversi movimenti culturali e artistici e da diverse epoche successive.

Si pensi per esempio al Razionalismo del ‘900: movimento che bandì il decoro e l’eccesso dall’architettura.

Oggi sappiamo che questa convinzione culturale è frutto addirittura di un’erronea interpretazione di quei ritrovamenti, in quanto si presentavano bianchi solo perché il tempo aveva cancellato i loro colori.

Ma forse già anni prima di tale errore qualche circostanza aveva scritto il futuro simbolico di questo colore: basta pensare al candore degli abiti delle donne nell’Antico Egitto o all’uso che se ne faceva all’interno delle chiese durante il Medioevo.

Oggi a personificare questo esempio possiamo chiamare in causa l’architetto Richard Meier, anche definito l’architetto in bianco, che in merito alle sue scelte stilistiche afferma:

L’architettura è creazione di uno spazio definito attraverso superfici opache e trasparenti, elementi lineari e piani, aperture e chiusure. Tutti questi elementi sono essenziali per l’architettura, e il bianco rende più evidenti le differenze tra aperture e chiusure, tra solidità e trasparenza, tra elementi lineari ed elementi piani, tra involucro e struttura.                            Credo che il bianco renda vivi gli elementi architettonici.
Il secondo aspetto riguarda il fatto che l’architettura è fatta dagli uomini, è statica, non cambia, non cresce nel tempo. È la natura che cambia durante il giorno, nel corso delle stagioni, e il candore degli edifici aiuta a riflettere la differenza tra ciò che è stato fatto dall’uomo è ciò che è naturale. Ci aiuta a percepire la natura che ci circonda e il modo in cui l’architettura la riflette.

Per non parlare delle architetture di Le Corbusier e di quelle di Mis Van Der Rohe: l’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La costruzione è per tener su: l’architettura è per commuovere.

Ma poi, vogliamo citare solo alcuni dei vantaggi che questo colore porta con se? E’ luminoso, facile da ritoccare, economico in quanto spesso deriva dalla calce, per niente impegnativo, crea uno speciale effetto ottico di ampliamento degli spazi, perfetto nelle zone che necessitano di un’accurata pulizia e igiene…

Tutto questo per parlare di un colore acromatico, che però di colori ne contiene tutti; ma se vi dicessi anche che non esiste un solo tipo di bianco!?

Il bianco è il migliore simbolo della modernità. R. Meier

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SALONE DEL MOBILE 2016

Bentornati sul mio blog con quello che forse è uno degli articoli più entusiasmanti dell’anno. Oggi infatti ci diamo appuntamento con la rubrica annuale sull’evento più atteso da tutti gli appassionati e i professionisti del settore arredo: il Salone del Mobile.

In questo periodo stanno spopolando già da settimane contenuti di questo tipo, ma le informazioni che riusciamo a cogliere non sono mai abbastanza perchè è praticamente impossibile riuscire a vedere in maniera completamente esaustiva tutto quello che offre Milano durante la Design Week, quindi ogni reporter tenderà a trasmettere notizie e messaggi di quello che è riuscito a vedere secondo delle scelte di selezione del tutto personali.

Ora quindi è arrivato il momento di tirare le somme, riflettere su foto fatte, dépliant e biglietti da visita raccolti quasi alla rinfusa e analizzare il tutto per potervi dare notizie e informazioni il più possibile chiare e complete.

Prima di tutto però vorrei condividere con voi alcune cose che hanno reso il mio Salone del Mobile davvero unico anche quest’anno.

Come questo:

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Biglietto fatto e pagato… ma aspetta, su quella reception c’è scritto “Press Stampa”. Andiamo a chiedere informazioni! …… Et voilà, il mio primo press in qualità di blogger che mi ha permesso tra l’altro anche di scattare foto dove era quasi impossibile!

E poi vi ricordate del brand Vibrazioni di cui vi aveva parlato la mia amica Valentina Morlacchi in un guest post qui sul mio blog? Beh, anch’io sono riuscita a conoscere personalmente i progettisti di questi prodotti e vedere i loro progetti dal vivo dopo averli visti dalle fotografie mi ha emozionato tanto. Inoltre sono stati davvero carini a presentarmi bene le fasi di produzione a cui vengono sottoposti i loro articoli per poter diventare come quelli che ho potuto toccare al Salone.

Anche l’organizzazione pre e post partenza comunque è riuscita a rendere speciale la mia giornata: l’app ufficiale “iSaloni” è stata creata davvero bene e io che avevo in tasca il mio smartphone sono riuscita ad orientarmi senza problemi (e per la prima volta con consapevolezza!) tra i vari padiglioni, scegliendo quello che volevo vedere subito bene e quello che invece avrebbe potuto aspettare. Acquistare il trolley sul posto inoltre è stata una mossa azzeccatissima: basta più buste pesantissime da portare avanti e indietro per tutta la giornata e che ingombrano le mani, non permettendo di sbizzarrirsi con le foto!

Da qui, mi viene in mente che potrei ricordarmi di scrivere per voi (e sopratutto per me!) un articolo in prossimità del prossimo Salone in cui riassumere i punti per organizzarsi al meglio alla visita di questo straordinario evento. E magari chissà, l’anno prossimo potrei scoprire altre chicche per poter rendere ancora migliore questa esperienza. Ma di sicuro la mia visita al Salone rispetto all’anno scorso si è evoluta di bene in meglio!

Ma siete pronti ora a scoprire insieme quello che sono riuscita a cogliere per voi dal Salone del Mobile di quest’anno?

Inizierei a parlarvi del padiglione Satellite che, come già molti di voi sanno, è uno dei padiglioni più interessanti in quanto giovani ragazzi scelgono questa vetrina per presentare i loro progetti e cercare la loro strada nel mondo del design.

E vi presento Devista.

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Devista è un tavolino pieghevole per i balconi dallo spazio ridotto. Non ha gambe né elementi di assemblaggio, è formato solo da due componenti rettangolari e da una corda. In questo modo può essere agganciato e usato in qualsiasi spazio.

E io aggiungerei che anche inserirla all’interno delle mura domestiche, magari con l’applicazione di una finta ringhiera a parete (così come è stata presentata nell’installazione) potrebbe essere qualcosa di ancora più interessante, perchè permetterebbe di disporre di una mensola, anche dove sarebbe impensabile (non solo per questioni di spazio!).

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La particolarità di queste che sembrano semplici lampade, è che in realtà sono lampadine inserite all’interno di silhouette in tessuto. Questo permette la massima personalizzazione dei motivi che si vogliono, i quali possono ad esempio richiamare la stampa del piumone del letto o la fantasia dei cuscini sul divano. In questo modo si può avere quella che sembra una normale lampada da tavolo (anche a parete come in foto) in abbinamento ad un altro elemento tessile che abbiamo in casa.

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Questo ragazzo invece è riuscito a progettare diversi effetti da applicare a semplici lampadine. Ma a me è particolarmente piaciuta questa che grazie ad una pompa e a dell’acqua oltre a illuminare crea un divertente gioco di bolle in continuo movimento al suo interno e sicuramente dei particolari effetti luminosi. Le idee semplici sono sempre le migliori!

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E se vi dicessi che questa sedia è stata realizzata da pezzi di plexiglas completamente trasparenti? I colori sono dati dalla forma che questa seduta in realtà ha; infatti si tratta di un prisma! Assolutamente sconvolgente!

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Lo stile nordico dello Studio Lotte Douwes e il loro magnifico vaso appeso.

Ma come è già stato detto più volte, questo al Salone del Mobile, era anche l’anno dell’FTK, ovvero delle nuove tecnologie per la cucina.

E alzi la mano chi conosceva già queste mini lavastoviglie per l’uso domestico, grandi quanto appena un fornetto a microonde.

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Questa in foto è quella presentata da Electrolux.

Questa è invece la proposta di Candy.

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La tecnologia e le tendenze di quest’ultimo periodo propongono inoltre sistemi di aspirazione che sostituiscono la tradizionale cappa, posizionando ventole al centro del piano cottura.
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E questa è l’inconfondibile proposta di Smeg e dei suoi bellissimi colori!
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Quasi tutti i brand hanno comunque proposto la tecnologia del piano cottura a induzione.

Questi rubinetti sembrano quasi dei bracci robotici. In realtà la loro funzione è semplicemente quella di erogare dell’acqua. Proiettano inoltre una luce che varia dal rosso al blu in base alla temperatura dell’acqua per mezzo di una turbina, quindi senza alcuna necessità di un impianto elettrico annesso.

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Elica

Snap è un rilevatore intelligente d’aria. E’ capace di percepire quando c’è troppa umidità in casa o più semplicemente quando quest’ultima necessita di un ricambio d’aria. Funziona anche con wifi o semplicemente con sim per essere controllato anche fuori casa.

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Elica

Questa foto è per condividere invece l’ingegno dell’installazione a cui il brand Elica ha pensato. Sotto alle cappe infatti immagini paradisiache e sopratutto in movimento simulavano una parete che è solitamente decorata dalle solite ceramiche da applicare sullo sfondo del piano cottura. Semplicemente una proiezione! Ma assolutamente un’idea simpatica da poter copiare in casa o fare evolvere…

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Leicht

E sempre per quanto riguarda l’applicazione della tecnologia in cucina, che dire riguardo a queste tapparelle telecomandate che nascondono una credenza illuminata?

E poichè oltre al padiglione sulla tecnologia, il tema portante di quest’anno era proprio quello della cucina ecco una serie di immagine scattate all’evento.

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Tanto marmo, ma non solo per la cucina.
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Credenze illuminate e nascoste in maniera tecnologica.

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Cucine intere che scompaiono come dietro ad un armadio.

Ma sappiamo pure che quest’anno al Salone del Mobile è stato presentato anche il padiglione Bagno. Linee essenziali, ispirazioni nordiche e colori pastello riassumono quanto le immagini scattate per voi durante l’occasione vi mostreranno.

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E per concludere in dolcezza vi propongo invece le immagini di questo brand e dei suoi progetti pensati per i più piccoli. Quale bambino non sognerebbe una cameretta con almeno uno di questi arredi? Per me anche adesso!

In conclusione possiamo affermare che  quest’anno il Salone del Mobile ha proposto tendenze inclini al ritorno della semplicità. Abbiamo infatti visto più volte l’applicazione del legno anche nella sua versione più semplice.

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Baldessari e Baldessari
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Baldessari e Baldessari
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Baldessari e Baldessari

Molto presenti sono stati poi anche gli arredi di chiara ispirazione nordica.

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Ma anche colori e arredi che fanno pensare a qualcosa di più tradizionale, un ritorno alle origini: uno stile etnico.

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E con queste immagini è tutto e chissà che non ci siano altre occasioni per parlare del Salone del Mobile prima dell’evento del prossimo anno! E voi ci siete stati? Che cosa vi è piaciuto di più? C’è qualche argomento che vi piacerebbe venga approfondito?

SALONE DEL MOBILE 2015

Colpo di scena: sono stata al Salone del Mobile! Non ve l’ho potuto anticipare perchè è stata una sorpresa anche per me. Decisione presa alle 22.30 del sabato sera precedente all’ultimo giorno di questo favoloso evento, per mano di una congiuntura di situazioni più unica che rara.

Insomma, quest’anno ce l’ho fatta! E ora vi renderò partecipi di questa giornata fantastica con un resoconto delle aziende che più hanno colpito la mia attenzione (per un motivo o per l’altro!).

Uno dei temi ricorrenti dei vari padiglioni, in modo particolare in quelli dedicati alla sezione design, era sicuramente quello della natura. Un tema particolarmente ricalcato sopratutto nelle sedute, le quali sembrano quasi perdere il loro aspetto industriale per incarnare invece un aspetto più etnico, anche eclettico.

      

       

L’ultima foto è di Desigual. In questa occasione ho potuto scoprire che produce anche tessuti per la casa. Bello anche lo stand: sembrava quasi di essere ad una festa caraibica, con musica tropicale e un bar allestito con tantissima frutta colorata.

Ma il tema natura è presente anche in altri tipi di complemento arredo e per diversi ambienti.

 

 

 

Per quanto riguarda quasi il restante delle sedute invece sembravano quasi pronte per essere mangiate: realizzate in tessuti spugnosi, dalle linee semplici e dai colori pastello.

   

   

Un’altra costante erano poi le scaffalature e le librerie che sfruttavano l’altezza, occupando tutto lo spazio possibile anche in termini di verticalità.

Ma il premio per l’ingegnosità io lo darei a Clei, la quale ha presentato esempi di progettazione salva-spazio davvero degni di nota. Primo fra tutti un blocco cucina che in circa un metro di spazio riesce a far stare un lavello, un piano cottura e un tavolino dove è possibile far mangiare anche due persone alla volta. Un blocco che, tra l’altro, è possibile chiudere e nascondere alla vista nel caso arrivino ospiti e ci siano ancora piatti da lavare!

Per l’originalità, a parer mio, si è distinta Just One Piece.

 

Subito dopo, sempre secondo il mio pensiero, metterei Twentyfirst.

 

Non poteva certo mancare anche un po’ di lusso e di griffe; ecco alcune foto.

Versace

Padiglione d’eccezione quest’anno al Salone del Mobile era quello dell’Euroluce. Devo ammettere che questo padiglione in generale è riuscito a colpirmi parecchio sia per alcuni prodotti, sia per alcuni allestimenti davvero scenografici, che per le collezioni di alcuni marchi.

 

 

Artemide

Una costante erano sicuramente i lampadari in formato gigante.

    

           

Artemide risulta come sempre un’azienda vincente e anche in questo evento è riuscita a distinguersi per la bellezza e l’ingegnosità dei suoi prodotti. Le due foto che seguono mostrano il prodotto che mi è piaciuto di più di questa azienda. Questi lampadari si compongono di tessuti non rigidi che ruotando su se stessi svolazzano come gonne o grandi cappelli al vento. Ideali anche come ventilatori per le calde giornate estive!

 

Ma l’azienda che mi è piaciuta più di tutti per quanto riguarda il padiglione Euroluce è sicuramente Karman. Sembrava proprio di essere stati catapultati all’interno di una fiaba. A mio avviso originale sia l’allestimento che i prodotti.

 

 

 

   

Questo in pratica è un mega-riassunto di tutto quello che ho visto domenica; in realtà sarebbero ancora tantissime le cose da dire e le aziende e i prodotti da descrivere. Per il momento posso solo giurare che le foto che non sono riuscita ad inserire nell’articolo ve le mostrerò sui vari social network a cui sono collegata nei prossimi giorni. Intanto vi lascio con altre foto dello splendido padiglione Euroluce…

 


 

 

P.S. Un ringraziamento particolare va al mio papà, perchè senza di lui non avrei potuto passare una giornata così speciale! www.fedeluce.com