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RICOMINCIO DA QUI

Oggi mi apro con te. Sarà uno di quei post che più mi piace scrivere, ma anche uno di quelli che in genere mi danno belle vibrazioni quando li rileggo dopo tanto tempo e mi accorgo di quel processo chiamato “maturazione”.

Si, sarà proprio uno di quei post in cui sono veramente io e in cui parlo a ruota libera.

Uno di quei post che mi aiutano a fare mente locale, a guardarmi un po più nel profondo, a mettere nero su bianco pensieri che da fin troppo tempo cercano in qualche modo di essere più concreti.

Questo è uno di quei post, in cui mentre scrivo mi sento davvero una blogger, una di quelle che amo leggere perchè mi trasmettono emozioni e non solo conoscenze mentre le leggo. E purtroppo questa è una cosa che difficilmente riesco a fare… io, che fino ad oggi ho forse esagerato nella ricerca di una veste troppo professionale e poco umana

Si, proprio io, oggi colgo l’occasione per dirti che mi sono stufata, che quella veste inizia a starmi un po troppo stretta.

Quel modo di essere, quel modo di fare, quella presenza online non mi diverte più e, mentre avevo iniziato questa meravigliosa esperienza con entusiasmo, da qualche tempo tendo a vederla più come un obbligo o un lavoro forzato.

Io non sono così, io non voglio che sia così!

Il silenzio che mi ha aleggiato intorno in questo periodo era dovuto proprio a questo. Troppi pensieri, troppo rumorosi, che mi hanno portato ad un altro divenire. Qualcuno lo chiamerà re-branding; io lo chiamo “piena consapevolezza di se“.

Oggi quindi è arrivato il momento di parlarti un po di più di me. Voglio presentarmi e voglio farlo nel modo migliore possibile: piacere, io sono Chiara.

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La mia storia nasce esattamente 28 anni fa (era il 23 Ottobre del 1988).

Ero una bambina allegra e spensierata e una delle mie prime passioni a manifestarsi fu proprio quella per i libri e la scrittura. Sono stata la prima della classe a imparare a leggere e come regalo per questo ricevetti in dono un libro gigante che raccoglieva tantissime storie al suo interno. Oggi sono sicura che quel libro non doveva poi essere così enorme, ma che era la mia taglia d’allora a farmelo ricordare così.

Appena avevo una manciata di minuti liberi mi portavo avanti nella lettura di quel libro, non mi importava più di nient’altro. E come lo terminai presi l’abbonamento nella libreria di fiducia e ogni settimana convincevo mia mamma ad acquistarmi un nuovo libro. Inutile dirvi che passai tutte le vacanze estive in compagnia dei miei amici fatti di carta a fantasia, mentre tutti gli altri miei compagni di scuola si incontravano nel cortile sotto casa a giocare tutti insieme.

Gli effetti benefici di quei libri si riscontrarono poi con le prime relazioni in classe. Gli insegnanti rimanevano sorpresi dai miei viaggi di fantasia a tal punto che ormai era divenuto un’appuntamento fisso quello di leggere davanti ai miei compagni le mie storie. Anche quando per la prima volta il compito non riguardò una storia di fantasia, ma una lettera di arrivederci agli insegnanti per l’ultimo anno di scuola, beh… anche li, riuscii a farli piangere tutti dalla commozione.

Il piacere di leggere, la passione per la scrittura e lo spirito d’inventiva nel corso della mia formazione quindi crebbero di pari passo, forse anche insieme al piacere di passare del tempo in solitudine ad ascoltare i miei pensieri.

Ecco cosa mi ha portato ad aprire un blog!

Ma di cosa parlare poi? Beh, desideravo parlarvi della mia più grande passione, quella per l’interior design!

Se mi segui già da un po, allora forse saprai che da grande in realtà volevo fare la psicanalista, ma poi la possibilità di seguire i corsi universitari a due passi da casa mi hanno portata a tentare l’iscrizione al corso di Architettura d’Interni e Design.

Fu la scelta migliore che avessi potuto fare: mi si è aperto un mondo! Oggi l’arredamento è la mia più grande passione e non potrei vivere senza tutto ciò…

Così mi ci sono laureata e al termine degli studi gli insegnanti ci consigliarono di aprire uno spazio sul web per permetterci di allargare le nostre possibilità professionali e farci conoscere il più possibile al mondo. Che dire: ho preso la palla al balzo e oggi il mio “spazio sul web” è il mio sito/blog, che non solo mi ha permesso di conoscere tante persone interessanti e di accedere a diverse occasioni di lavoro, ma anche di tenermi aggiornata in questo settore che racchiude una moltitudine di realtà con la quale sarebbe pressoché impossibile tenere il passo.

Ma perchè oggi ti ho raccontato tutto ciò? Perchè all’interno del mio blog c’è una sezione chiamata Shop, un piccolo e-commerce, o forse sarebbe più opportuno chiamare vetrina, che ho lasciato abbandonata a se stessa ormai da diverso tempo.

Tra i miei progetti ci sarebbe quello di farla rivivere e far si che Chiara Fedele Interior Design non si limiti ad essere sono un blog che tratta temi di arredamento, ne’ che sia solo una vetrina per il mondo del lavoro, ma che:

✎ diventi un vero e proprio brand,

✎ che possa offrire un servizio sempre più completo ai miei lettori,

✎ che Chiara Fedele Interior Design possa essere un vero e proprio lavoro, il mio! E non si limiti ad essere solo una passione.

Questo post è il primo a fare parte della rubrica Shop. Nel prossimo articolo ti presenterò la mia filosofia e quindi di quali sono le ragioni per cui fare affidamento sulla mia professionalità, piuttosto che quella di qualcun altro. O meglio, ti fornirò la chiave per rispondere alla domanda: è lei l’architetto che cerco, oppure è meglio chiedere ad un altro?

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PICCOLI ARREDATORI CRESCONO

Attenzione: questo articolo semiserio non è scritto da una mamma, ma da un’arredatrice d’interni un po’ bambina, con uno sfrenato amore per tutto ciò che concerne la creatività!

Quanti sono quelli di voi che seguono il mio blog e che si possono definire neo-genitori con la passione per il design e desiderosi di trasmettere questo loro interesse anche ai loro figli?

Io non ho bambini, ma quando vedo in qualche negozio qualche proposta creativa per fare divertire i più piccoli la comprerei volentieri solo per il desiderio di poterci giocare io stessa! E quando per la vergogna di arrivare alla cassa con in mano qualcosa di non adeguato alla mia età rinuncio all’acquisto, quel qualcosa inevitabilmente finisce nella mia wish-list promettendo a me stessa che lo cercherò non appena mi capiterà l’occasione di essere in dolce attesa.

Ma poichè più passa il tempo e più l’unica cosa dolce che desidero aspettare è appunto del cioccolato (vedete sono anche coerente: avevo già detto di essere una bambina!) ho deciso di appuntare qui qualche proposta carina che ho scovato girovagando per negozi e sul web. E magari riuscirò anche a dare qualche idea a qualche genitore di un futuro talentuoso arredatore d’interni!

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Tappeto IVI
Si tratta di un tappeto sul quale la vostra bambina può giocare anche da per terra. Il tappeto in questione propone la planimetria di una casa che diventa 3D aggiungendo dettagli recuperati da una casa delle bambole. I tappeti sono anallergici, in 100% polipropilene non infiammabile, non perdono peli, sono antistatici e resistenti e si puliscono con facilità. Lo potete acquistare su www.lecivettesulcomo.comEtà: 0.

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Barbie I Can Be… Architect
Tutte le donne che hanno avuto tra le mani una Barbie lo sanno: da piccole è stata un po’ il nostro mito. Chi non ha mai desiderato essere come lei? Lei che sembra essere la perfezione in tutto ciò in cui si cimenta: cucinare, vestirsi, truccarsi, progettare, disegnare. Ebbene si, proprio lei potrebbe spingere la vostra amata bambina a optare un giorno per la Facoltà di Architettura. Età: 3 – 8 anni.

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Casa Dolce Casa. Con adesivi. Di Giunti Editore
Esistono poi per esempio degli albi che propongono diverse sezioni di casa su cui la vostra bimba può giocare ad arredare attaccando stickers dell’arredamento. Età: 3 – 5 anni.

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Doll’s House Sticker Book
Se poi volete anche indirizzarla già all’apprendimento di una nuova lingua (come l’inglese) la collana “Doll’s house Sticker Book” le permetterà anche di conoscere differenti stili. Infatti oltre agli stickers per la casa delle bambole, potete trovare l’albo dedicato allo stile vittoriano, allo stile country e altro ancora. Età: 5 +.

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Casa delle bambole
Non solo un gioco, ma una passione anche per donne ormai adulte, la casa delle bambole può diventare anche un piccolo investimento. Riproduce nei minimi particolari un’abitazione in miniatura ed è aperta su una o più pareti per poter giocare anche negli interni. Età: 3 – senza limiti. 

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Lego
E per concludere ecco finalmente una proposta unisex: gli intramontabili mattoncini Lego, con i quali i vostri bimbi potranno crearsi tutto quello che vorranno e allo stesso tempo sperimentare questa incredibile tecnica di costruzione. Età: 0 – senza limiti.

Ma non dimentichiamoci che esiste anche la versione specifica per architetti: Lego Architecture!

E voi avete proposto altri giochi ai vostri bambini nella speranza di crescere dei futuri arredatori? Mi piacerebbe far crescere questa lista: aiutatemi quindi con i vostri suggerimenti!

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