COME ARREDARE CASA CON UN OCCHIO DI RIGUARDO ALL'AMBIENTE

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Ecologia e sostenibilità sono due principi fondamentali, soprattutto ora che abbiamo una nuova consapevolezza e sensibilità riguardo all’importanza della tutela del nostro pianeta e della preservazione delle risorse non rinnovabili. Negli ultimi anni è avvenuto un vero e proprio cambiamento sociale, che ha determinato una maggiore attenzione all’ambiente, a partire dai comportamenti che fanno parte della nostra quotidianità. Attualmente, siamo più attenti alla raccolta differenziata, al cibo che compriamo e ad attuare comportamenti anti-spreco. Si può dire che stiamo rivalutando i comportamenti virtuosi del passato pre-industriale, quando niente veniva sprecato e si mangiavano prodotti che potremmo definire “a km0”, ma con una diversa consapevolezza.

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Queste tendenze si riflettono anche nell’architettura e nel design, arrivando nelle nostre case, vediamo come.

In primo luogo, molti edifici vengono progettati in maniera intelligente, secondo i principi dell’edilizia bioclimatica, basata sulla riduzione dei consumi necessari per la climatizzazione e per l’illuminazione e sulla limitazione dell’inquinamento ambientale.

È possibile, ad esempio, ottimizzare l’irraggiamento solare e sfruttare le fonti naturali per illuminazione, ventilazione e raffrescamento, creando migliori condizioni di benessere all’interno della casa e oltre ad una maggiore attenzione al territorio e all’ambiente.

Per aumentare ulteriormente l’efficienza energetica, è possibile utilizzare l’energia solare in maniera attiva, attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici o termici.

SunPower - chiarafedele

Tutti questi principi che ci sembrano nuovi o innovativi, in realtà si rifanno a tecniche passate, recuperate e rivisitate. Uno degli esempi migliori di raffreddamento passivo, ad esempio, è l’ombreggiamento e il raffrescamento evaporativo, utilizzato nella Domus dei Dioscuri a Pompei.

pannelli solari integrati-chiarafedele

 

Come questo si riflette sull’arredamento?

 

Spesso non è necessario stravolgere completamente la propria casa, ma si può iniziare da qualche piccolo cambiamento, magari facendo più attenzione a quali mobili compriamo, in particolare rispetto ai materiali utilizzati e al processo produttivo.

Perché il design sia sostenibile, bisogna considerare tutto il processo produttivo, in modo che abbia un impatto ridotto sull’ambiente, ma permetta anche la generazione di cicli di vita del prodotto potenzialmente infiniti, “dalla culla alla culla”, in modo da eliminare la produzione di rifiuti, secondo quanto sostengono William McDonough e Braungart, autori del libro omonimo.

Un esempio a cui ispirarsi è la Greenbuild Unity Home, costruita nel 2016 dal Cradle to Cradle Products Innovation Institute, progettata e arredata in maniera da raggiungere l’obiettivo ambizioso di energia 0, intervenendo su tutti gli elementi: dai materassi ai controsoffitti. Sono stati installati anche i pannelli solari SunPower, i primi a ricevere la certificazione C2C, non solo per un utilizzo dei materiali rispettoso dell’ambiente, ma anche per aver assicurato un riciclo potenzialmente infinito degli stessi.

green building unity home- chiarafedele

In attesa di avere una maggiore scelta di mobili di questo tipo, possiamo cambiare in parte le nostre modalità di acquisto e di consumo, anche per quanto riguarda l’interior design.

In primo luogo, per la salvaguardia dell’ambiente è necessario orientarsi verso mobili solidi e concepiti per durare nel tempo, considerando anche l’investimento a lungo termine.

In questi ultimi anni ha preso molto piede la moda dell’arredamento low-cost, che potrebbe anche essere definito “usa e getta”, perché ci si sposta più frequentemente, è più difficile potersi permettere una casa propria da migliorare e in cui investire.

Il risultato è che si hanno in tutto il mondo case con gli stessi mobili ed elementi decorativi.

La chiave è soprattutto la rivisitazione di mobili usati o vintage, aumentando la durata della loro vita.

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Non per forza devono essere fedeli al loro originale scopo, ad esempio un vecchio scrittoio può diventare un comodino originale, una cassettiera antica può diventare il pezzo forte di una camera da letto.

Riciclare materiali considerati di scarto, permette di risparmiare energie e risorse, ma anche di esprimere la nostra creatività. Nel mondo del design questo significa utilizzare un materiale riciclato o facilmente riciclabile, in modo che la produzione non abbia un impatto rilevante sull’ambiente.

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Una delle certificazioni più utili, in questo senso, è l’ICEA (Istituto di Certificazione Etica e Ambientale) che si occupa anche di garantire la qualità dei prodotti riciclati, in modo da minimizzare le emissioni pericolose in aria, acqua e suolo.

Alcuni esempi sono la lampada Artemide, realizzata a partire da materiali recuperati dalle bottiglie di plastica, o lo sgabello Delta Stool di Wet, riciclabile all’infinito perché realizzato in polietilene.

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Altri due aspetti a cui prestare attenzione sono il principio less is more, in modo da spendere meno e avere meno rifiuti da buttare, rivalutando gli oggetti veramente essenziali per la nostra vita quotidiana. Anche nell’arredamento bisognerebbe partire da quanto sia necessario, investendo in pochi pezzi ma di qualità.

In secondo luogo, bisogna anche fare attenzione all’acquisto a km0, anche per i mobili, per ridurre le spese e i consumi di trasporto, non solo del prodotto finito, ma anche dei materiali utilizzati nella produzione.

Applicando queste semplici attenzioni, è possibile fare davvero la differenza nella salvaguardia dell’ambiente, senza rinunciare allo stile personale.

 

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TENDENZE NATALE 2017

Non è per mettere ansia a qualcuno, ma qui ormai manca solo una cinquantina di giorni a Natale! Anzi, magari con l’argomento, riuscirò a diffondere un po di buonumore che oggi è anche lunedi!

Come ogni anno ho deciso di fare un po di scouting e di scovare tutte quelle che saranno le tendenze in fatto di addobbi per il Natale per questo Dicembre, in modo da farci trovare preparati per l’invitante shopping di Novembre!

Allora, sei pronto!?

  • Come al solito, neanche se ce ne fosse bisogno di dirlo, lo stile tradizionale prevaricherà come scelta di stile in moltissime abitazioni. Rosso, verde, blu e bianco, ma anche tanto oro e argento con le classiche palline su di un abete verde o leggermente innevato è l’immagine consueta che un po tutti abbiamo del classico Natale. Scelta di stile adatta particolarmente a rispondere al bisogno di stabilità di questi tempi in cui certi aspetti della vita diventano sempre più precari, come il lavoro e le relazioni sociali.
Albero Natale tradizionale by Salinalike.blogspot.com
Via Salinalike.blogspot.com
  • Fumetti, manga e fiabe per un Natale che si ispira all’infanzia. I protagonisti in tema d’addobbi in questo caso saranno ballerine, schiaccianoci, gnomi e cigni per la casa in se e strass, piume, fiocchi e perline per l’albero vero e proprio. In questo caso si attinge al mondo dei bambini perchè è quello che per eccellenza è capace di vivere questo clima con sincero stupore e gioia. 
Albero Natale infanzia by Neiman Marcus
Via Neiman Marcus
  • Dal desiderio e dalla passione di sempre più persone verso il tema del viaggio ecco che nasce una nuova tendenza. Per ciò che riguarda questo argomento, troviamo decorazioni quali cartoline e addirittura palline decorate come piccoli mappamondi.
Albero Natale viaggi by Ashley Hackshaw
Via Hasley Hackshaw
  • Vintage: jeans, ricami e spille. Perchè tendiamo a guardare sempre più verso il passato con nostalgia.
Albero Natale vintage by Little Vintage Nest
Via Little Vintage Nest
  • Industriale. Questo stile è perfetto per chi ama le cose fuori dall’ordinario e un po “stravaganti”. Si tratta di un Natale che si rifà all’arte cinetica, alla scultura, al design industriale e all’architettura. Quindi si a forme scultoree, monolitiche e compatte. Per quanto riguarda i colori prediligete quelli dei metalli (quali rame, oro, ottone e bronzo) e quelli delle pietre.
Albero Natale industrial by The Painted Hinge Farmhouse
Via The Painted Hinge Farmhouse
  • Naturale. Ecco un tema che mi sta a cuore: quando i ritmi della vita quotidiana diventano eccessivi e causano stress e stanchezza la necessità di ritrovare un po di benessere, e quindi un po di equilibrio psico-fisico, diventa una priorità. Come creare un ambiente che ci fa stare bene? Prediligete in questo caso motivi agresti e rurali: uccelli, piume, fiori e colori come il marrone, il rosa pallido e il verde bosco, mela e menta. Tra i materiali impiegati ci saranno vetro, porcellana, ceramica e metalli: materiali che al tocco vi faranno provare delle emozioni positive.
Albero Natale naturale by Love Grows Wild - Liz Fourez
Via Love Grows Wild – Liz Fourez

Ed ecco qui tutte le proposte di tendenza di quest’anno! Tu come hai in mente di decorare il tuo Natale? Ti lascerai tentare da qualche moda o novità? O sei più per un tuo stile personale, o piuttosto classico? Fammelo sapere qui tra i commenti; sono curiosa!

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SEI STRATEGIE PER SOPRAVVIVERE AL TRASLOCO

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Decidere di cambiare casa è un passo importante, che può essere basato sulle ragioni più svariate. Questo articolo si rivolge soprattutto a chi sta per traslocare e si trova ad arredare per la prima volta uno spazio suo, ma i consigli riportati possono considerarsi in molti casi universali.

Il primo passo, quello più impegnativo, è trovare la casa che corrisponda alle proprie esigenze economiche, che abbia una posizione comoda e che trasmetta una sensazione positiva di calore e accoglienza, che ci guida nel finalizzare la nostra decisione.

Magari dovrai fare dei compromessi, dovuti anche al budget a tua disposizione, ma l’importante è accettare che la perfezione non esiste, o comunque richiede tempo e pazienza per essere raggiunta.

Questa è forse la fase più difficile, ma la buona notizia è che, una volta conclusa, il più è fatto. Non ti resta che traslocare e sistemare l’arredamento in relazione al tuo stile personale, vediamo insieme cinque consigli utili che ti potranno guidare in questa fase.

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1. Verificare le condizioni della casa

 

In primo luogo, dovrai metterti d’accordo con il padrone di casa sulla gestione dei mobili e stabilire se sono inclusi nel prezzo dell’appartamento e se è possibile fare alcuni cambiamenti, come avere un letto o un armadio più grande, o se c’è bisogno di elettrodomestici nuovi.

L’ideale sarebbe fare un sopralluogo più approfondito, prima di trasferirsi, annotando quello che ha bisogno di essere sistemato.

Se devi mettere in programma piccoli lavori di ristrutturazione o devi cambiare qualche mobile, meglio farlo prima di iniziare il trasloco, in modo che sia tutto sistemato per quando dovrai trasferire scatole e valigie.

 

2. Sistema l’arredamento

 

Se la casa è già ammobiliata, decidi quali cambiamenti effettuare per renderla più pratica e comoda. Cambiare la disposizione dell’arredamento può modificare totalmente la percezione di un ambiente e renderlo più personale. Potrai trovare un nuovo punto focale nella stanza e partire da quello, magari aprire maggiormente lo spazio.

Se ti trovi a dover armonizzare l’arredamento che già era presente, con i pezzi che hai comprato, ispirati allo stile mix&match, che ti consente di creare un ambiente unico e originale.  

Una delle regole da seguire in questo caso è soprattutto la moderazione. Questo significa non “caricare” troppo uno spazio e non accostare stili che non si accompagnano bene tra loro. L’ideale è partire da una palette di colori e di materiali e selezionare i mobili che stanno bene insieme, mantenendo una base neutra.

Nel caso tu debba arredare interamente una o più stanze, piantina alla mano, inizia a fare una lista dei mobili strettamente necessari e pensa a come li vorresti posizionare, tenendo conto anche delle misure. Non esitare a chiedere a parenti e amici se hanno dei mobili che non usano più da regalarti. Anche con mobili usati è possibile creare un ambiente comodo e di classe, che vada bene per i momenti iniziali.

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3. Organizza le tue scatole in maniera efficiente

 

Per trasferire tutto quello che hai, chiedi aiuto a ditte di traslochi esperte. Contattando i professionisti per tempo, potrai anche risparmiare. Molte offrono prezzi speciali per traslochi piccoli o servizi di condivisione dei camion, il cosiddetto groupage.

Sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico, per non parlare del risparmio di tempo, è meglio trasportare tutto in un solo viaggio, magari utilizzando un mezzo di trasporto più grande, piuttosto che fare più andate e ritorni in macchina.

Prepara con attenzione scatole e pacchi e prendi nota di dove hai messo cosa, attraverso un inventario di base. Dividi le scatole a seconda delle stanze in cui dovranno essere posizionate.

In questo modo, ridurrai la confusione una volta nella nuova casa, insieme al rischio di perdere o non ricordare più dove hai messo qualcosa di importante.

Prepara anche una piccola valigia con i documenti e tutto l’occorrente per i primi giorni, come se dovessi partire per una vacanza, in modo che sia tutto a portata di mano.

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4. Priorizzare

 

Nel momento in cui inizi a sistemare gli scatoloni, muoviti per ordine di priorità, partendo dalle stanze che utilizzi di più, in particolare dalle camere da letto. Avere un luogo dove riposare tranquillamente, soprattutto in un momento impegnativo come il trasloco, ti aiuterà ad affrontare tutto con più serenità. Cerca comunque di mantenere, per quanto possibile, ordine: non lasciare le scatole in giro per l’appartamento o nei luoghi di passaggio, ma individua un punto della stanza dove posizionarle provvisoriamente. La stessa regola, priorizzare, vale anche per quello che devi comprare. Fai una lista di quello che ti serve, come lenzuola, asciugamani, l’occorrente per la cucina ed eventualmente piccoli elettrodomestici (microonde, tostapane). Dividila in tre parti, in relazione alla priorità, in questo modo ti potrai concentrare su quello che è necessario e solo successivamente sul resto. In relazione a questo, prepara un piano spese che sia adatto alla tua disponibilità del momento.

 

5. Rendi la tua casa accogliente

 

Una volta che la casa sarà agibile, potrai concentrarti sul renderla accogliente e confortevole: è il momento di iniziare ad arredare.

I colori e i tessuti, in questa fase avranno una grande importanza, a partire dalle pareti. Se i muri hanno bisogno di una rinfrescata, è meglio fare questo lavoro prima del trasloco, ma non scegliere fin da subito colori particolari, altrimenti rischi che non ci sia armonia con l’arredamento.

In questa fase potrai sbizzarrirti disponendo i tuoi quadri, le fotografie che preferisci e i ricordi a cui sei più affezionato, sempre tenendo presente che less is more e che è necessario anche guardare al punto di vista d’insieme.

Ispirati alle gallery di Pinterest e Instagram, ai nuovi trends, ma ricordati soprattutto di fare emergere il tuo stile e i tuoi interessi.

Ami particolarmente leggere? Ricava uno spazio ampio per disporre i tuoi libri.

Hai il pollice verde? Anche se hai a disposizione poco spazio, arricchiscilo con qualche pianta o fiore.

 

6. Organizza bene il tuo tempo

 

Questo, durante il trasloco, significa non ridursi a preparare gli scatoloni all’ultimo momento, ma pianificare in modo da fare tutto con attenzione: imballare in maniera intelligente e approfittare per fare un radicale decluttering.

Inutile elencare i benefici di una buona organizzazione, però il fattore aggiunto sarà la possibilità di avere tempo anche per localizzare anche gli enti benefici della tua città ed eventualmente devolvere a loro quello che non ti serve più, oppure organizzare una festa di addio alla casa.

Se, invece ti trovi a dover effettuare un trasloco last-minute, fare una lista di tutto quello che dovrai fare e stabilire una lista di priorità, oltre all’aiuto dei professionisti, ti salverà.

Per quanto riguarda, invece, l’arredamento, non cedere alla pressione di dover avere fin da subito una casa completamente finita, ricordati che è un continuo work-in-progress.

 

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IL CASTELLO DI DOLCEACQUA

Domani sarà Halloween e per restare in tema a questo clima di terrore ripesco una rubrica che avevo inaugurato l’anno scorso e che con mia estrema sorpresa aveva riscontrato un notevole successo: Architetture da Paura.

Architetture da Paura è il perfetto connubio tra la storia di importanti costruzioni della mia zona (San Remo, Liguria) e leggende misteriose che sono sbocciate intorno ad esse. E’ davvero così semplice trovare delle storie intriganti che ruotino intorno a vecchi edifici, sia che siano del terrore, romantiche o divertenti e da questa riflessione mi convinco sempre più di quanto l’architettura sia davvero un argomento interessante!

Oggi quindi ti parlerò del castello Doria di Dolceacqua!

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Esso si tratta di un’antica fortificazione situata nell’entroterra di Ventimiglia, in provincia di Imperia, che sovrasta un piccolo paesello di origine medioevale: Dolceacqua, appunto.

Alla fine del 200, consisteva semplicemente in una torre circolare edificata con lo scopo di proteggere il villaggio. Nel XIV secolo questa fu ingrandita e inclusa in una cinta muraria più ampia. E’ solo in età rinascimentale che il castrum divenne una lussuosa residenza signorile fortificata con importanti apparati difensivi.

Venne parzialmente distrutto il 27 luglio 1744 durante un episodio della guerra di successione austriaca dall’artiglieria franco-ispana e subì l’ultimo oltraggio con il terremoto del 1887.

Di ciò che resta oggi del castello c’è una parte anteriore all’epoca destinata al controllo e alla sicurezza della città con annessi locali di servizio, prigioni e magazzini e una parte retrostante, collegata a questa tramite un ampio cortile, che era dove risiedevano i signori locali e dove erano anche ubicati gli ambienti di rappresentanza e di accoglienza degli ospiti.

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Interventi di ristrutturazione inoltre hanno permesso di rendere la visita del pubblico un’esperienza ancora più coinvolgente. Infatti varcato l’ingresso due sale video consentono al visitatore di ricevere informazioni sulla storia del Castello. Nel piano superiore, nel Cortile d’onore, la sala Sud ospita periodicamente delle mostre e delle esposizioni. Nella parte Nord si trovano le Sale Doria-Grimaldi, dove viene raccontato in formato multimediale la storia di queste due grandi famiglie ed in particolare il periodo di fine 1400, quando si unirono a Dolceacqua con una storia di amore e di omicidi.

Ma veniamo ora al vero motivo per cui ho deciso di parlare di questa architettura, ovvero la storia di terrore.

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Nel 1300 Dolceacqua era governata dal crudele Marchese Imperiale Doria, il quale aveva introdotto la a dir poco spregevole pratica dello Jus Primae Noctis, seconda la quale ogni novella sposa doveva concedersi durante la sua prima notte di nozze al duca o al barone del Paese.

Lucrezia era una bellissima ragazza di diciannove anni e aveva già avuto diverse volte modo di capire l’interesse del Marchese per lei. Decise quindi di sposarsi con il suo fidanzato Basso in segreto in modo da fuggire alla barbara pratica.

Purtroppo però durante i festeggiamenti le Guardie del Marchese fecero irruzione nella casa degli sposi e rapirono la sposa per portarla con la forza nel Castello.

Una volta portata nell’alcova del Tiranno però la giovane si rifiutò con tutte le sue forze di opporsi alla sua volontà, tanto da cercare di gettarsi dalla finestra dell’ultimo piano della torre rotonda.

Il Marchese infuriato la fece rinchiudere nelle segrete del Castello convinto di riuscire a piegare la ragazza ai suoi viscidi desideri, ma quest’ultima invece si lasciò morire di fame e di sete.

Sconvolto dalla notizia tutto il popolo del Paese volle aiutare il povero Basso distrutto dal dolore a farsi vendetta, il quale studio uno stratagemma per irrompere nel Castello.

Si nascose in un fascio di fieno e caricato sul dorso di un mulo riuscì a varcare le scuderie del Marchese e con la complicità di una guardia lo raggiunse nella sua stanza, dove poté gettarcisi alla gola con un pugnale per costringerlo a abolire lo Jus Primae Noctis.

Il Marchese promulgo quindi un nuovo editto con il quale si mise fine a quell’orrenda pratica, ma poichè si trattava di un documento scritto in latino dovette essere portato dai canonici della collegiata di San Giorgio per farlo tradurre in dialetto e messo poi all’albo pretorio a fianco del testo originale.

Tutto questo avvenne nella notte del 15 Agosto. Oggi si dice che ad ogni anniversario di questa data il fantasmi di Lucrezia si manifesti sul ponte sotto al Castello, oltre che nel Castello stesso in diverse occasioni dell’anno secondo la testimonianza di persone che si sono trovate nei suoi pressi durante notte.

Il 16 Agosto oggi viene festeggiata la festa della Michetta con un dolce che si chiama michetta per l’appunto e che viene regalato dalle ragazze del Paese ai giovani che durante la mattina di quel giorno di festa girano per i quartieri del borgo.

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Immagino che questa storia abbia suscitato la curiosità di qualcuno di voi e quindi informo giù che il Castello è visitabile in genere tutti i giorni dal lunedi alla domenica e solo nel periodo freddo resta chiuso di lunedi.

Per informazioni sugli orari di visita potete contattare lo 0184 229507 – 337 1004228 o iat@dolceacqua.it.

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#VendiConMercatopoli

Come ti avevo preannunciato nello scorso articolo, sabato sono stata a Cologno Monzese e più precisamente in uno degli store di Mercatopoli.

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Ho voluto anch’io provare questa esperienza e testarne la qualità del servizio, che ti anticipo già mi è sembrata davvero ottima e consigliatissima…

Ma andrò per ordine e ti racconterò proprio tutto!

Ho il guardaroba che straripa di roba vecchia che non metto più se non per stare in casa; anzi a dire il vero molte delle cose che ho non le metto più neanche per stare in casa!

Ho 29 anni e nel mio armadio ho ancora tantissime cose che mia madre mi aveva acquistato quando avevo 15/16 anni, cioè agli inizi del liceo. A quei tempi non indossavo altro che gonne e avevo uno stile un po elegante e un po alternativo.

Il mio problema (se così vogliamo chiamarlo) è che crescendo il mio corpo non è cambiato granché: non sono diventata poi così alta, ne’ sono ingrassata, ne’ dimagrita. Potrei ancora indossare una di quelle gonne con lo stesso risultato d’allora, così come un qualsiasi altro tipo di capo d’abbigliamento sul quale i miei avevano investito ormai tanto tempo fa. Tutto tra l’altro si è conservato alla perfezione, merito anche della qualità.

Sebbene potrei ancora indossare moltissime di quelle cose però, non mi va di farlo. Non seguo le mode, nonostante questo non sia un problema, poichè come molto probabilmente saprai anche tu, tutto si ripropone ciclicamente. Però il mio stile, come è normale che sia, con il corso degli anni è cambiato e non mi sentirei più completamente a mio agio indossando uno di quei capi.

Sono rimasta comunque molto legata a tutta quella roba, tant’è che anche quando ho traslocato per iniziare la mia avventura nel mio primo appartamento mi sono portata via tutto con me.

Per me conservare quei vestiti era come conservare una coccola ricevuta da piccola!

Quando Mercatopoli mi ha contattata per invitarmi a testare la qualità del suo servizio, devo ammettere che l’ultima cosa che avrei pensato di portare in vendita era proprio quel tipo di abbigliamento.

Ho così iniziato a chiedere a me stessa che cosa mai avrei potuto portare. In genere non sono un’accumulatrice seriale di oggetti; non sono molto a favore del consumismo e quando acquisto qualcosa lo faccio sempre a seguito di una lunga e attenta riflessione. Per cui, non disponendo di moltissimi prodotti da poter portare, ho iniziato a riflettere sui miei amatissimi vestiti.

Ho così deciso di portarli in vendita, sperando che possano capitare tra le mani di qualche ragazza che gli faccia riscoprire la luce del sole. Auguro a colei che li acquisterà di trascorrere con quegli abiti giornate ricche di belle esperienze da ricordare, così come è capitato a me.

Conservo ancora gelosamente fotografie di giornate per me importanti durante le quali indossavo qualcuno di quei vestiti portati sabato a Mercatopoli.

Così quando sabato sono arrivata al punto vendita sono stata accolta da un personale molto gentile. Sono sempre molto sensibile alla gentilezza del personale, che penso stia diventando sempre di più un optional e non qualcosa di scontato e normale come sarebbe dovuto essere fino a non molto tempo fa!

Mi sono sentita subito più tranquilla quando mi è stato detto che fino al momento in cui i miei oggetti non verranno acquistati definitivamente da qualcuno rimarranno di mia proprietà e potrei andarli a ritirare quando ne sentirò la necessità.

La procedura per mettere in vendita un oggetto è semplice e veloce: in neanche una ventina di minuti sono stata tesserata come cliente Mercatopoli e sono riuscita a mettere in vendita i miei prodotti.

Dopodichè ne ho approfittato per fare un tour nel negozio e ne sono rimasta davvero sorpresa. Non diresti mai che gli oggetti esposti siano di seconda mano per quanto siano impeccabili: merito degli attenti controlli che vengono fatti nel momento in cui si portano gli oggetti in vendita.

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Inoltre i prezzi sono davvero convenienti e c’è la possibilità di fare degli ottimi affari. Io stessa ho acquistato un porta-incenso con relative essenze a soli 2 euro!

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Senza contare che si possono trovare tantissimi oggetti che altrimenti sarebbe impossibile trovare!

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Finito il mio tour, mi sono sentita comunque sollevata… Sono sicura di aver fatto davvero un’ottima scelta nel portare i miei vestiti a Mercatopoli. Ora ho più spazio nell’armadio da poter riempire con nuovi capi che utilizzerò realmente e magari qualcosa potrò anche acquistarlo con il denaro ricavato dalla vendita di quelli vecchi.

Se anche tu a casa ti ritrovi a possedere oggetti ormai inutili e/o inutilizzati ti consiglio di testare personalmente la professionalità di uno dei punti vendita Mercatopoli. Ne rimarrai entusiasta, ne sono sicura!

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