I PROFUMI DI YANKEE CANDLE

Pochissimi non conoscono ancora il marchio Yankee Candle!

Premessa: questo articolo fa per te sia nel caso in cui tu sia già un pazzo amante di questo prodotto, sia nel caso in cui non sai ancora minimamente di cosa stia parlando!

Io faccio parte della prima categoria: amo talmente tanto le candele della Yankee Candle che ogni mese vado a farne scorta e sono riuscita a contagiare anche il mio compagno, che spesso mi chiede di andare alla ricerca delle profumazioni più particolari!

Ma procediamo per ordine…

La Yankee Candle si occupa della produzione di materiale destinato alla profumazione degli ambienti, sebbene sia principalmente conosciuta per le sue candele, dalle quali ne deriva il nome dell’azienda appunto.

La storia dell’azienda ha inizio nel 1969 con un ragazzo, di diciassette anni, di nome Mike Kitteredge. Questi ebbe l’idea di sciogliere dei pastelli colorati per creare una personalissima candela da regalare alla madre in occasione del Natale. Una vicina di casa della donna apprezzò talmente tanto il regalo fatto dal ragazzo che gli chiese di vendergliene una. Mike così trovò i soldi per acquistare la cera e produrre due candele: una per la madre e una per la vicina.

Da allora nacque uno dei più grandi produttori al mondo di fragranze e accessori per la casa.

COSA VENDE LA YANKEE CANDLE?

Candele: in giara (in 3 formati, eleganti e bellissime da vedere grazie anche al contenitore in vetro che ne preserva la profumazione), in barattolo, Sampler (cioè “pezzi” di candela da inserire in contenitori appositi) e tea light.

Tart: cioè pezzi di cera che per rilasciare le fragranze devono essere sciolte in appositi contenitori con tea light neutre.

Accessori per candele: per esempio esistono dei paralumi che vanno applicati ai contenitori, perchè le candele non hanno solo un buonissimo profumo, ma sono anche bellissime e arredano nel vero senso della parola.

Diffusori senza fiamma: a bastoncino, elettrici…

Fragranze per auto e piccoli ambienti.

Ma cosa rende questi prodotti the World’s Best Loved Candle (cit. Yankee Candle)?

Le sue profumazioni!

L’azienda infatti vanta una vastissima scelta di fragranze fra le quali scegliere: da quelle dei fiori, a quelle dei dolci, ma anche di particolari zone del mondo…

Si, perchè oltre ai gusti classici che l’azienda produce costantemente, si possono trovare delle edizioni limitate che riguardano determinati periodi dell’anno, come le festività, le stagioni, ma anche altro che non saprei come definire…

Per farti capire meglio ecco qui una lista di particolari profumazioni che è possibile trovare in commercio:

• Autumn Glow

• Cappuccino Truffle

• Christmas Cookie

• Clean Cotton

• Coastal Living

• Crackling Wood Fire

• Fresh Cut Roses

• Island Waterfall

• Pain ou Raisain

• Sea Air

Spero che questa super mini lista riesca a darti un’idea della varietà che propone l’azienda.

CONCLUSIONI

Un’altra idea che apprezzo molto è il fatto che periodicamente vengano prodotte anche delle intere linee, cioè oltre a creare una serie di profumazioni che ruotano intorno ad un evento (o altro che sia), vengono ideati anche gli accessori da coordinare.

Come avrai potuto capire io sono una fan sfegata di questi prodotti e li uso per dare alla mia casa una maggiore sensazione di comfort e benessere.

Tu conoscevi già questo brand? Hai delle profumazioni che preferisci e che magari vorresti consigliare? Qual è il formato di candela che sei solito usare? Oppure sei più per le fragranze senza fiamma?

ELOGIO AL BIANCO

Stavo scegliendo l’argomento da proporti questa settimana quando il Bianco Oikos mi ha contattata per chiedermi di collaborare nuovamente con lui.

Puoi ricordare infatti che ho già collaborato con Oikos l’anno scorso scrivendo un articolo a scelta che avesse come tema quello del bianco, per poi essere stata invitata all’evento di White in theCity a Milano durante la Design Week. Oggi quindi affronteremo un discorso che esula un po dalle solite rubriche di questo blog: leggerai l’Elogio al Bianco, ovvero ti presenterò tutti gli aspetti positivi, a cui magari non avevi mai pensato (o magari si!), di cui puoi godere privilegiando l’impiego del bianco per arredare i tuoi spazi.

4 MOTIVI PER ARREDARE CON IL BIANCO

Luce. Il bianco è la somma di tutti i colori della luce. Ha il magico potere di riflettere la luce così come essa si presenta e quindi di amplificarla.

Interni in cui il bianco è il colore predominante possono essere valide opzioni per case che non hanno una buona esposizione al sole. Ricordiamoci che luce naturale influisce sul nostro stato d’animo, offrendoci energia per affrontare la giornata e buon umore.

Spazio. Insieme al suo meraviglioso potere di illuminare, il bianco possiede anche lo strabiliante dono dell’ampliare. Si, spazi piccoli, se arredati di bianco, otticamente possono apparire più grandi. Questa di ampliare è effettivamente una conseguenza alla quantità di luce che il bianco riesce a trasmettere in una stanza, “sfumando” i contorni delle pareti e rendendone più difficile la definizione dei suoi limiti fisici.

• Igiene. Si, il bianco è igienico perchè permette una pulizia più accurata. Per questo motivo è infatti impiegato spesso per arredare sale da bagno, cucine e pavimenti. Lo sporco in questo modo è facile da individuare e anche il semplice gesto di pulizia diventa meno complicato e più veloce semplificandoci anche la vita.

• Psicologia. Come tutti i colori anche il bianco ha un’influenza psicologica da tenere bene a mente quando si sceglie la tinta da prediligere per i nostri ambienti di casa. Il bianco infatti trasmette positive sensazioni di ordine e pulizia, oltre che di pace e serenità. E’ quindi il colore ideale per tenere alto l’umore di chi sceglie di abitare interni candidi.

PIU’ DUE MOTIVI BONUS!

• Moda. Il bianco è un evergreen! Figura retorica a parte, il bianco è sempre stato un colore di tendenza per arredare e sempre lo sarà. Tinteggiando le pareti di casa di bianco non potrai mai fare una scelta sbagliata: gli interni bianchi sono intrinsechi nella mente dell’uomo e per questo motivo rientrano nella normalità, ma non risultano mai scontati.

Abbinamenti. Il bianco si sposa bene con qualsiasi colore: puoi quindi usarlo per dare spazio a tinte più accese che magari non impiegheresti mai da sole, oppure con toni neutri per enfatizzare volumi e far si che la luce rimanga protagonista, o magari per un super trendy total white!

Anche per quanto riguarda lo stile non c’è alcun limite alle possibilità. Colore d’eccellenza dello shabby chic, non può assolutamente mancare in interni dagli arredi classici, ne’ dal gusto moderno, per non parlare dello stile scandinavo, oppure orientale…

And last but not least… Il bianco è perfetto per qualsiasi stanza in cui si scelga di impiegarlo: che sia la sala, la camera da letto, l’ufficio o il bagno… Nessuna scelta di utilizzo potrà mai rivelarsi sbagliata.

E tu cosa ne pensi del bianco: è un colore che ti piace e che hai già impiegato in casa tua? Oppure no? Riesci a suggerire altri motivi per cui il bianco possa essere un ottima scelta per i propri interni? O magari riesci a trovare dei limiti nel suo impiego? Condividi le tue riflessioni qua nei commenti, grazie!

LAGOM: LO STILE DI VITA SVEDESE

Durante la pausa natalizia ho avuto modo di farmi piacere e di dedicarmi a qualche lettura interessante. In particolare oggi vorrei condividere con te ciò che ho appreso leggendo Lagom. La ricetta svedese per vivere con meno ed essere felici di Lola A. Akerstrom.

Ognuno crea la propria felicità. Proverbio svedese

Come per il caso dell’hygge non si tratta di uno stile d’arredo, ma piuttosto di un lifestyle. Ma noi sappiamo quanto la filosofia di vita possa influire sul modo di arredare la nostra casa. Per cui anche da questo articolo si può imparare tanto sul concetto di arredare che si ha nella bellissima Svezia.

Ma prima una piccola premessa: il resto dell’articolo si compone prevalentemente di citazioni prese dal libro, questo perchè il concetto di lagom è così “fragile” per noi del sud Europa che ho pensato sarebbero state più funzionali. Indi per cui non si tratta di una copia del libro, il quale invece contiene più del triplo dei contenuti qui proposti. Buona lettura!

Ecco uno dei paragrafi con cui la scrittrice introduce l’argomento del suo libro.

Viviamo in un’epoca di eccessive pressioni che ci chiede di essere sempre attivi, connessi al resto del mondo e informatissimi sull’attualità, di seguire il ritmo vertiginoso dei progressi tecnologici, dei nuovi stili di vita e delle ultime tendenze della cultura pop.

Proprio per questo motivo siamo sempre alla ricerca di nuove strategie per vivere in modo equilibrato e per avvicinarci alla felicità.

Lagom è il segreto che spiega uno stile di vita improntato alla consapevolezza sociale, alla moderazione e alla sostenibilità. E’ un modo di vedere, agire e vivere onnicomprensivo, che non si concentra su specifici momenti di intimità come il concetto dell’hygge danese.

Non esiste una definizione precisa del termine lagom, ma ad un livello superficiale può essere definito come “la giusta quantità”. Nella sua accezione più potente, indica la condizione più vicina alla perfezione e alla soddisfazione cui possiamo ambire. Non la percezione di per sé inarrivabile, bensì la soluzione ottimale. Il livello e la misura del lagom assumono significati diversi per ciascuno di noi: il mio livello di soddisfazione può essere differente dal tuo, eppure siamo tutti soddisfatti.

Il lagom è un vero e proprio strumento che ci aiuta nella ricerca della felicità.

L’ambizione massima di ognuno di noi è la realizzazione di doti e potenzialità individuali, cioè vivere appieno secondo la nostra personalità e condividere il nostro talento con il mondo.

LAGOM E IL BENESSERE

Il lagom considera il benessere una priorità. Il lagom, sopratutto, chiede a tutti noi di porci questa domanda: “Cosa significa per me vivere bene?”. Per raggiungere la propria armonia dobbiamo trasformare in realtà la risposta che ci diamo. Un’attività fisica regolare? Del tempo per noi stessi? Meditazione? Stila un elenco.

I percorsi verso il benessere sono unici per ciascuno di noi e richiedono consapevolezza della propria situazione e delle proprie esigenze legate a momenti particolari.

Il lagom ci spinge a condurre vite sostenibili.

Costruire abitudini quotidiane poco alla volta. La regolarità nasce dalla costanza, non dalla durata. La chiave per arrivare all’equilibrio è vivere con costanza.

Sii comprensivo con te stesso. Cadere è normale, l’importante è rialzarsi e ricominciare quando si è pronti. E soltanto tu sai se lo sei o meno.

LAGOM: ARREDAMENTO

Altrove si sta bene, ma a casa si sta meglio. Proverbio svedese

Gli svedesi custodiscono gelosamente il proprio spazio, spesso percepito come una bolla individuale di benessere mentale.

Nell’arredamento delle nostre case punta su effetti personali, oggetti carichi di emotività ed elementi estetici che ci rallegrano o ci danno gioia: l’elefantino di legno comprato in Thailandia come souvenir o la poltrona vintage per cui abbiamo risparmiato a lungo.

Ci chiede di accogliere l’armonia evitando il disordine e trovando un equilibrio tra praticità e cimeli cui siamo particolarmente legati. L’ideale è un singolo oggetto che incarna funzionalità e valore affettivo: tutto ciò che esula da queste due categorie può essere considerato superfluo.

Secondo il lagom i nostri effetti personali devono avere uno scopo pratico o renderci felici. L’obiettivo finale è creare un luogo accogliente che ci soddisfa e ci trasmette serenità non appena vi entriamo, caratterizzato dai profumi che ci fanno sentire subito a casa, dalle piante che portano un tocco di natura tra le nostre mura, dai colori che preferiamo, dalle foto e dai soprammobili che decorano pareti e scaffali.

Anche nell’arredamento il lagom ci orienta verso un approccio che segue il principio “meno è meglio”, ci porta a vedere l’eleganza nelle linee pulite, il gusto nel minimale, la raffinatezza nel riserbo e a costruire una solida base di colori neutri da cui partire per mettere in luce nelle nostre case tutto ciò a cui ci sentiamo legati affettivamente e che ci ricorda qualcosa.

L’ingegno locale nasce dal fatto che ciò in cui investiamo per soddisfare i nostri bisogni dev’essere durevole, sostenibile e piacevole a livello visivo (condizione necessaria dato che ci accompagnerà a lungo). Pensate ai prodotti svedesi che preferite: li amate per la semplicità, la praticità e la bellezza discreta

MINIMALISMO

Minimalismo non vuol dire privazione, ma dare più valore a ciò che si ha. I minimalisti agiscono eliminando il superfluo e mantenendo solo ciò che è utile o da gioia. Tutto il resto viene scartato. Joshua Fields Millburn, uno dei due membri dei Minimalists.

Tra i contributi della Svezia al mondo figura l’approccio minimalista al design e all’arredo: oggetti durevoli e di alta qualità pensati per resistere nel tempo. Lagom lotta contro il consumo eccessivo.

Le pressioni superflue nascono dal tentativo di vivere in modi impossibili da sostenere. Perchè vivere in una villa se un appartamento spazioso soddisfa i nostri bisogni ed elimina lo stress legato alla manutenzione?

Il pregio del minimalismo è che, a livello psicologico, elimina responsabilità e compiti superflui che ci appesantiscono.

Per il lagom le nostre abitazioni non sono opere complete e ci invita a semplificarle fino a renderle tele bianche.

ALTRI ELEMENTI NELL’ARREDO

L’approccio svedese alla bellezza è molto minimalista e ogni aspetto deve essere funzionale alla vita quotidiana, piena di impegni. Linn Blomberg, beauty consultant

Piante e fiori freschi purificano l’aria e favoriscono un benessere complessivo.

• L’upcycling consiste nel riciclo creativo e permette di dare una nuova funzione a un oggetto che altrimenti verrebbe gettato.

• Cerca di illuminare gli spazi usando fonti naturali o artificiali. Secondo la scienza siamo attratti dalla luce perchè migliora il nostro umore.

Questo è tutto! Se l’argomento ti è interessato ti suggerisco la lettura del libro per intero: ci troverai un sacco di spunti per una vita in stile lagom!

E cosa ne pensi di questo stile di vita? Pensi che sia fattibile anche qui da noi, nel sud Europa? Ti trovi d’accordo con i punti che riguardano l’arredamento? Commenta e fammi conoscere la tua opinione!

 

 

BUONI PROPOSITI 2018

Che meravigliosa sensazione quella di sentire la freschezza dell’anno nuovo, quest’aria che ci offre la possibilità di soffermarci a riflettere e pensare quali saranno i buoni propositi del 2018.

Come ogni anno infatti, anche questa volta, voglio sfruttare il fatto di avere un blog per mettere nero su bianco gli obiettivi che mi porrò per il 2018. Il fatto che li renda pubblici e che quindi tutti li possano leggere mi stimola inoltre a fare del mio meglio per il loro raggiungimento.

Fortunatamente non mi ossessionano liste lunghissime di obiettivi irrealistici, sebbene sia una persona anche molto ambiziosa. Alla fine dei conti, la nota dolente, su cui sento di dover lavorare sempre, è l’ottimizzazione del tempo.

Mi sento in colpa (e a volte frustrata) se quando posso dormo più del solito, se un pomeriggio non sono abbastanza produttiva come vorrei, se a volte mi pervade quella voglia di “far nulla” che mi rende incapace di reagire…

Il fatto è che mi sento bene solo nel momento in cui sto facendo qualcosa. Attenzione: anche godermi del tempo con gli amici lo reputo fare qualcosa. La differenza sta nel fatto che godersi del tempo fuori casa lo reputo molto più rigenerante rispetto a stare a casa a guardare la televisione, o a perdere del tempo sul cellulare. Se poi si parla di leggere un libro, allora la faccenda prende tutta un’altra piega (ovvio!).

In altre parole quindi vorrei che i momenti di relax siano dei veri momenti di benessere e non del tempo perso che poi devo recuperare lavorando di notte o alla domenica (momenti che appunto dovrei dedicare al riposo e allo svago)!

QUALI BUONI PROPOSITI PER IL 2018?

Quindi quest’anno l’unico proposito che mi voglio dare è quello di approfittare meglio del tempo:

• sia quello destinato al lavoro (affinché possa raggiungere obiettivi sempre più grandi),

• sia quello destinato allo svago e al riposo (affinché possa davvero goderne senza sensi di colpa e considerarli dei premi per il lavoro svolto).

Ce la faranno i nostri eroi? Beh, l’appuntamento come al solito per tornare a discuterne sarà all’inizio del prossimo anno!

Lo sai che oltre a scrivere riguardo ai miei buoni propositi, mi piace anche leggerne? E’ curioso vedere su quali aspetti ciascuno di noi si senta più debole e su cosa si decida di migliorarsi. Ti va di scrivere qui nei commenti i tuoi buoni propositi per il 2018? Sosteniamoci a vicenda!

COLOR OF THE YEAR: ULTRA VIOLET

Ed eccoci qua con il primo vero articolo dell’anno! Come ti avevo anticipato la settimana scorsa oggi ti parlerò di una tendenza di cui è già stato detto tanto. Ma tantissimo verrà ancora detto almeno fino alla fine del mese di Gennaio. Insomma, oggi parliamo del Color of the Year di Pantone, ovvero di Ultra Violet.

La fonte dalla quale ho tratto materiale e informazioni per la stesura di questo articolo non poteva che essere Pantone stesso. Lo scopo è quello di riunire in una sola rubrica quelle che sono le tendenze che riguardano l’arredamento, al fine di aiutare anche gli appassionati a rimanere al passo con le novità.

Ovviamente oltre a tutto questo c’è anche il piacere di esprimere il proprio pensiero e quello di creare una discussione costruttiva (per esempio attraverso i commenti)…

Ma veniamo al dunque, non ti voglio tenere sulle spine ancora a lungo. Hai già visto il colore in questione?

Pantone lo descrive come un colore inventivo, immaginativo, riflessivo e capace di comunicare originalità, ingegnosità e pensiero visionario. Infatti saprebbe illuminare il percorso verso ciò che deve ancora arrivare.

Perchè un’apparente semplice tonalità di viola riesce a implicare tutto questo? Ultra Violet è un viola che si basa sul blu per cui rimanda al cielo notturno (vasto e senza limiti) e ai misteri del cosmo (il fascino di ciò che deve ancora arrivare ed essere scoperto).

Inoltre il viola è storicamente un colore legato a tutto ciò che era associato all’enigmatico, simbolo della controcultura, dell’anticonformismo e dell’estro artistico.

ULTRA VIOLET IN AIUTO DELLA SOCIETA’

“Il Pantone Color of the Year ha cominciato a significare molto di più di cosa fa tendenza nel mondo del design; si tratta di una vera e propria riflessione su ciò di cui il nostro mondo ha bisogno”. E’ ciò che ha affermato Laurie Pressman, Vice President del Pantone Color Institute.

Ultra Violet non fa eccezione a questo concetto. Le qualità mistiche e spirituali, storicamente associate a questo colore, fanno si che si tratti di una tinta legata alle pratiche di meditazione. Offre così un terreno di livello superiore a coloro che cercano rifugio dal mondo di oggi, caratterizzato da un eccesso di stimoli.

La profondità di Ultra Violet sprona gli individui a immaginare di lasciare un segno nel mondo e a spingere in la i confini tramite sbocchi creativi.

CONCLUSIONI

Ma la scelta di Ultra Violet come colore dell’anno non trova consenso comune. Diciamo che in genere il viola o lo si ama o lo si odia e che è raro trovare chi ne fa un colore facile da usare come tanti altri. Il popolo adulatore del viola in generale si è trovato ad essere entusiasta di questa scelta. Ha quindi iniziato ad immaginare pareti e arredi che urlano senza modestia questa tinta. Gli altri invece non possono che reputarlo un colore di difficile coesione con altri elementi presenti negli interni domestici.

Tu invece da che parte stai? Sei un amante del viola, oppure lo detesti? Riesci ad immaginarti l’applicazione di Ultra Violet come elemento d’arredo? Commenta e lascia il tuo pensiero qui sotto!