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IL CASTELLO DI DOLCEACQUA

Domani sarà Halloween e per restare in tema a questo clima di terrore ripesco una rubrica che avevo inaugurato l’anno scorso e che con mia estrema sorpresa aveva riscontrato un notevole successo: Architetture da Paura.

Architetture da Paura è il perfetto connubio tra la storia di importanti costruzioni della mia zona (San Remo, Liguria) e leggende misteriose che sono sbocciate intorno ad esse. E’ davvero così semplice trovare delle storie intriganti che ruotino intorno a vecchi edifici, sia che siano del terrore, romantiche o divertenti e da questa riflessione mi convinco sempre più di quanto l’architettura sia davvero un argomento interessante!

Oggi quindi ti parlerò del castello Doria di Dolceacqua!

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Esso si tratta di un’antica fortificazione situata nell’entroterra di Ventimiglia, in provincia di Imperia, che sovrasta un piccolo paesello di origine medioevale: Dolceacqua, appunto.

Alla fine del 200, consisteva semplicemente in una torre circolare edificata con lo scopo di proteggere il villaggio. Nel XIV secolo questa fu ingrandita e inclusa in una cinta muraria più ampia. E’ solo in età rinascimentale che il castrum divenne una lussuosa residenza signorile fortificata con importanti apparati difensivi.

Venne parzialmente distrutto il 27 luglio 1744 durante un episodio della guerra di successione austriaca dall’artiglieria franco-ispana e subì l’ultimo oltraggio con il terremoto del 1887.

Di ciò che resta oggi del castello c’è una parte anteriore all’epoca destinata al controllo e alla sicurezza della città con annessi locali di servizio, prigioni e magazzini e una parte retrostante, collegata a questa tramite un ampio cortile, che era dove risiedevano i signori locali e dove erano anche ubicati gli ambienti di rappresentanza e di accoglienza degli ospiti.

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Interventi di ristrutturazione inoltre hanno permesso di rendere la visita del pubblico un’esperienza ancora più coinvolgente. Infatti varcato l’ingresso due sale video consentono al visitatore di ricevere informazioni sulla storia del Castello. Nel piano superiore, nel Cortile d’onore, la sala Sud ospita periodicamente delle mostre e delle esposizioni. Nella parte Nord si trovano le Sale Doria-Grimaldi, dove viene raccontato in formato multimediale la storia di queste due grandi famiglie ed in particolare il periodo di fine 1400, quando si unirono a Dolceacqua con una storia di amore e di omicidi.

Ma veniamo ora al vero motivo per cui ho deciso di parlare di questa architettura, ovvero la storia di terrore.

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Nel 1300 Dolceacqua era governata dal crudele Marchese Imperiale Doria, il quale aveva introdotto la a dir poco spregevole pratica dello Jus Primae Noctis, seconda la quale ogni novella sposa doveva concedersi durante la sua prima notte di nozze al duca o al barone del Paese.

Lucrezia era una bellissima ragazza di diciannove anni e aveva già avuto diverse volte modo di capire l’interesse del Marchese per lei. Decise quindi di sposarsi con il suo fidanzato Basso in segreto in modo da fuggire alla barbara pratica.

Purtroppo però durante i festeggiamenti le Guardie del Marchese fecero irruzione nella casa degli sposi e rapirono la sposa per portarla con la forza nel Castello.

Una volta portata nell’alcova del Tiranno però la giovane si rifiutò con tutte le sue forze di opporsi alla sua volontà, tanto da cercare di gettarsi dalla finestra dell’ultimo piano della torre rotonda.

Il Marchese infuriato la fece rinchiudere nelle segrete del Castello convinto di riuscire a piegare la ragazza ai suoi viscidi desideri, ma quest’ultima invece si lasciò morire di fame e di sete.

Sconvolto dalla notizia tutto il popolo del Paese volle aiutare il povero Basso distrutto dal dolore a farsi vendetta, il quale studio uno stratagemma per irrompere nel Castello.

Si nascose in un fascio di fieno e caricato sul dorso di un mulo riuscì a varcare le scuderie del Marchese e con la complicità di una guardia lo raggiunse nella sua stanza, dove poté gettarcisi alla gola con un pugnale per costringerlo a abolire lo Jus Primae Noctis.

Il Marchese promulgo quindi un nuovo editto con il quale si mise fine a quell’orrenda pratica, ma poichè si trattava di un documento scritto in latino dovette essere portato dai canonici della collegiata di San Giorgio per farlo tradurre in dialetto e messo poi all’albo pretorio a fianco del testo originale.

Tutto questo avvenne nella notte del 15 Agosto. Oggi si dice che ad ogni anniversario di questa data il fantasmi di Lucrezia si manifesti sul ponte sotto al Castello, oltre che nel Castello stesso in diverse occasioni dell’anno secondo la testimonianza di persone che si sono trovate nei suoi pressi durante notte.

Il 16 Agosto oggi viene festeggiata la festa della Michetta con un dolce che si chiama michetta per l’appunto e che viene regalato dalle ragazze del Paese ai giovani che durante la mattina di quel giorno di festa girano per i quartieri del borgo.

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Immagino che questa storia abbia suscitato la curiosità di qualcuno di voi e quindi informo giù che il Castello è visitabile in genere tutti i giorni dal lunedi alla domenica e solo nel periodo freddo resta chiuso di lunedi.

Per informazioni sugli orari di visita potete contattare lo 0184 229507 – 337 1004228 o iat@dolceacqua.it.

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