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RESTAURO LIGNEO

Restauro ligneo

Oggi ti porterò nel dietro le quinte del mio lavoro da restauratrice per spiegarti tutte le fasi che caratterizzano un restauro ligneo, ovvero quelle di un mobile antico illustrandoti ogni passaggio.

I PRIMI STEP DI UN RESTAURO LIGNEO

Da restauratrice, la prima cosa da fare è osservare attentamente il mobile che si ha davanti per comprenderne l’epoca e lo stile al quale appartiene. Un trucco (anche se non basta solo questo) è guardare il retro del mobile, o il fondo, per vedere i tipi di chiodi utilizzati per l’assemblaggio e verificare se sono fatti a mano e quindi antichi, oppure nuovi.

Quindi si esamina lo stato di conservazione del mobile, l’usura, la patinatura e sporco, se ci sono parti mancanti, se è tarlato e se sono stati fatti dei restauri precedenti. Da queste considerazioni il restauratore decide come intervenire sul mobile, anche nel buon senso. Ciò significa che il professionista in questione sceglierà se applicare un restauro più conservativo (limitando al minimo gli interventi sul manufatto mantenendolo il più possibile nelle condizioni in cui si presenta), oppure fare un restauro più incisivo riportandolo all’antico splendore di quando fu costruito.

Ancora oggi tra restauratori si discute su questa questione: fino a che punto è giusto intervenire su un oggetto antico? Personalmente affronto la risposta a questa domanda mettendo al primo poso le esigenze del cliente. Per esempio, se un cliente vuole restaurare un comò da utilizzare esclusivamente per riporvi degli indumenti, saprò che il mio lavoro consisterà nel rendere il mobile in questione funzionale, ma anche gradevole e duraturo nel tempo.

Ecco qui un prima e dopo.

ESEMPIO: UN COMO’ DEL ‘900 IN STILE NAPOLEONE III

Guardiamo adesso i principali passaggi di questo restauro ligneo che ho eseguito personalmente: un comò del ‘900 in stile Napoleone lll.

Restauro ligneo

Il mobile è ricoperto da impiallacciatura, cioè un sottile strato di vari legni che creano il disegno che puoi vedere in foto. Qui era sollevata in varie parti quindi sono andata ad incollarle con colle rigorosamente animali, che sono reversibili e usate anche nelle epoche passate.

Il passaggio successivo è la sverniciatura o carteggiatura a secondo del tipo di patina su cui è necessario intervenire. Spesso è solo sporco di residui di vernici, cere e, o pulviscolo che rendendo il mobile grasso e grigio. In questo caso ho preferito sverniciare. Si usa uno sverniciatore in gel che non danneggia lo strato superficiale del legno e si rimuove facilmente aiutandosi sia con la spatola, che con la paglietta d’acciaio. Poi si lava il tutto con acqua ed ammoniaca.
Il legno sotto a questo strato è ossidato ed ha un colore caldo, ciò dimostra che il mobile è antico.

In vari passaggi si effettua la carteggiatura tra una rifinitura e l’altra: un’accortezza fondamentale per ottenere un buon risultato! Si trovano in commercio svariate grammature di carte abrasive. La carteggiatura è sempre rigorosamente effettuata a mano anche per superfici abbastanza ampie, perchè l’uso di una carteggiatrice elettrica rovinerebbe completamente la superficie del mobile.

LA STUCCATURA

Una volta sverniciato o carteggiato, si passa un fondo di vernice naturale con la gommalacca. Questo passaggio consente sia di fare corpo, ma anche di fare da base alla stuccatura in modo che non ci siano aloni quando si seppierà (termine di cui ti parlerò più nel dettaglio tra poco).

Lo stucco è fatto di gesso colorato di varie tonalità. Molti usano lo stucco già pronto in tubetto che che si trova in ferramenta. Io invece preferisco lo stucco fatto con le vecchie tecniche di preparazione, che consistono nel mescolare gesso di Bologna (una tipologia di gesso per belle arti) con colla di animale, nominata colla di bue o colla forte, fatta con scarti di animali (come pelli e ossa) e acqua calda.

Si amalgama così lo stucco al quale si uniranno le varie terre colorate per avvicinarsi il più possibile al colore del legno del mobile.

Con lo stucco si andranno a riempire piccoli fori ed imperfezioni, ma mai graffi o piccole ammaccature.
Una volta che il tutto si è ben asciugato, si passa alla seppiatura, procedimento che consiste in una carteggiatura eseguita con carta abrasiva e acqua. La carta abrasiva viene immersa in un solvente e si adopera con con movimenti circolatori per levigare tutta la superficie, facendo molto attenzione agli stucchi e rendendo tutto uniforme ed opaco.

ULTIMO PASSAGGIO: LA LUCIDATURA

Uno degli ultimi passaggi che amo molto è la lucidatura.

La lucidatura consiste nello stendere vari strati di questa vernice che ho accennato prima, la gommalacca.

La gommalacca è una resina naturale scagliosa, che si scioglie con alcool a 99 gradi.

Questa si può tirare sia a pennello, che a tampone. L’applicazione a pennello va eseguita esclusivamente nelle prime mani, cioè prima di seppiare. Mentre la lucidatura vera e propria è quella a tampone.

Il tampone è costituito da un pezzo di lana piegato in più parti e avvolto da un quadrato di stoffa di lino, la cui grandezza varia dalla superficie che si deve lucidare.
Il tampone viene immerso nella gommalacca, strizzato e attorcigliato con la stoffa di lino, poi viene tirato con movimenti circolatori senza mai fermarsi.
La gommalacca risulta appiccicosa e non va mai ripassata due volte sullo stesso punto prima che non sia perfettamente asciutta, una questione di pochi attimi. Questo perchè si rischia di portarla via e quindi di bruciare il mobile. Se questo accade bisogna carteggiare e ricominciare.

Per una lucidatura perfetta, chiamata anche alla francese, su mobili che richiedono questo tipo di brillantezza ci vuole un lasso di tempo non indifferente. Infatti, si deve riempire completamente la superficie del mobile con la gommalacca al fine di chiudere e nascondere la porosità del legno.

Il risultato lo si può ammirare nella foto: il mobile è lucidato a specchio e al tatto risulta liscissimo e morbido; tutte le venature ed il colore del legno con le varie geometrie risaltano e prendono vita.

Restauro ligneo

CHE COSA NE PENSI DEL LAVORO DIETRO AD UN RESTAURO LIGNEO?

Per quanto riguarda il dietro le quinte del lavoro di un restauratore, per questo articolo è tutto. Magari in futuro avremo occasione di parlare anche di altri tipi di restauro… Se vuoi approfondire l’argomento dell’antiquariato ogni mese pubblicherò un articolo a tema, ma per il momento potresti trovare interessanti quelli già in archivio. Eccoli qui:

Antichità in casa: antiquariato da scoprire

Come arredare casa con un occhio di riguardo all’ambiente

Stile Shabby Chic

Non dimenticare di commentare, magari scrivendomi cosa ne pensi delle fasi che un restauro ligneo prevede? Ti saresti mai aspettato un lavoro così lungo e complesso? Hai dei mobili antichi in casa che hanno già subito un restauro, o che necessiterebbero di queste cure?  Non vedo l’ora di leggere il tuo commento! E ricorda di condividere l’articolo sui tuoi social se pensi che possa interessare anche ai tuoi amici e per supportarmi nel mio lavoro. Qui sotto trovi tutti i canali di condivisione. Grazie di cuore!

Veronica

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