BLOG: IN ARRIVO IL SETTORE DELLE TENDENZE!

Ciao a tutti! Oggi vi rendo partecipi di un’altra iniziativa legata alla mia attività e… al mio sito, che da oggi ospiterà una nuova sezione dedicata alla stesura di un blog! Non so dirvi quanto riuscirò ad essere costante, sempre travolta da mille +1 impegni, ne’ so per quanto tempo questo progetto riuscirà a stare in piedi… Ma prendiamola così: è un’attività che prima di tutto serve a me per rimanere concentrata sugli sviluppi del settore, costituirà una sorta di quaderno su cui annoterò spunti e idee, manterrò il mio sito attivo e voi… bhe’ senza di voi tutto ciò non avrebbe senso! Del resto, a che serve rendere pubblici idee e pensieri se poi non c’è nessuno che li legge!? Il tema con cui inizierò a redigere il mio blog sarà quello delle tendenze legate all’arredamento.

Mi sono accorta che sul web non esistono fonti che esprimono l’argomento con chiarezza e limpidità; io per prima, dopo un’evento importante come il Salone del Mobile o il Maison&Objet, mi ritrovo sempre a saltellare da un sito all’altro avida di novità ritrovandomi poi con una o due idee striminzite nella testa. Certo sulle riviste del settore il materiale si trova eccome… ma perchè escludere a priori tutte quelle persone che cercano sinceramente solo qualche idea per rinnovare casa senza dover necessariamente spendere una fortuna? Eh, si! Perchè questo è un altro aspetto che cercherò di tenere a mente: il low-cost! Perchè personalmente ritengo che non sia necessario spendere ingenti somme di denaro per avere una casa invidiabile… Certo la qualità si paga, i designer devono pur campare e le loro prodigiose capacità progettuali sono certamente di grande aiuto per l’intera umanità… ma una casa arredata seguendo i criteri del fai-da-te, del green e del low-cost la renderà sicuramente unica nel suo genere! Una casa low-cost può essere rinnovata tutte le volte che si vuole; le tendenze possono venire in nostro aiuto con fonti d’ispirazione e possiamo anche decidere di combinare gli arredi di uno o dell’altro stile se scopriamo di riuscire così a valorizzare al meglio qualche angolo della nostra casa…

Ecco perchè io, come un’altra grande schiera di interior designer, ritengo che seguire le tendenze nel settore d’arredo non sia una di quelle cose alla quale ci si debba opporre completamente… come per tutte le altre cose della vita, anche questa, va fatta con ponderatezza!

A giovedi, quindi, con il mio primo vero articolo su lo STILE TROPICALE!

E si parla della mia discussione di laurea anche qui!

Sanremo, saggio didattico all’Accademia di Belle Arti

Cultura Sanremo — 13 giugno 2014

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo che tirano le somme di un anno di studio e di lavoro in cui hanno applicato le conoscenze acquisite producendo elaborazioni personali nelle diverse discipline che caratterizzano i piani di studio dei Corsi di laurea in Pittura, in Architettura d’interni e design e in Grafica e Illustrazioni

Le realizzazioni spaziano dai disegni alle planimetrie di architettura d’interni eseguite a mano e con i più sofisticati software specialistici, alla progettazione e costruzione materiale di moduli d’arredo, al campionario grafico destinato all’editoria, alla pubblicità, al commercio e ancora all’illustrazione, al fumetto alla decorazione eccetera.

Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design. Si tratta di un curioso itinerario che coniugando storia e attualità perviene a proposte riguardanti il prossimo futuro sul ruolo del “maestro d’arte” cioè di quella figura professionale che nel corso dei tempi da artigiano si è trasformato gradatamente in un vero e proprio professionista che all’attitudine creativa e manuale ha aggiunto un buon bagaglio di conoscenze sia culturali in senso lato che tecnologiche che gli permettono di realizzare risultati di grande qualità.

Il filo conduttore della tesi di Chiara Fedele è la costruzione pianificata di una risposta alla domanda drammatica che oggi soprattutto i giovani si pongono : è possibile trovare un’occupazione, mettere a frutto le competenze acquisite, gli studi seguiti ? Chiara con il suo lavoro perviene ad una risposta incoraggiante : oggi è certamente più difficile di ieri, ma gli spazi ci sono per chi abbia la buona volontà e le competenze professionali e in quest’ottica chi ha seguito un corso di laurea accademico è fornito di una scorta articolata di capacità operative che lo mettono al riparo di tante insidie che minano il mercato del lavoro. Supporti che gli permettono di applicarsi con flessibilità alle più diverse situazioni, non ultima quella di “inventarsi” una professione interpretando le necessità del momento e questo può addirittura consentire di svolgere la professione a casa propria. Da qui il titolo della tesi “L’orto di casa” che vuole appunto alludere alla possibilità di recuperare una dimensione a portata di mano e sfruttarla positivamente facendone occasione di gratificazione e di profitto. Ma la proposta vuole anche essere una ricetta di strategia economico-produttiva : l’orto di casa si ispira ad una concezione professionale che fa dell’artigianato, quale alternativa all’industrializzazione, l’elemento di spicco che garantisce la qualità e l’ eccellenza dei prodotti curati e realizzati a mano. Una dimensione che vale la pena di considerare con attenzione e fiducia non solo come proposta occupazionale ma principio etico di valorizzazione delle capacità umane e nel contempo di rispetto della natura e dell’ambiente con i quali l’artigiano si è sempre trovato in armonia.

La redazione

E anche su Riviera24…

Sanremo – Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design.

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo che tirano le somme di un anno di studio e di lavoro in cui hanno applicato le conoscenze acquisite producendo elaborazioni personali nelle diverse discipline che caratterizzano i piani di studio dei Corsi di laurea in Pittura, in Architettura d’interni e design e in Grafica e Illustrazioni

Le realizzazioni spaziano dai disegni alle planimetrie di architettura d’interni eseguite a mano e con i più sofisticati software specialistici, alla progettazione e costruzione materiale di moduli d’arredo, al campionario grafico destinato all’editoria, alla pubblicità, al commercio e ancora all’illustrazione, al fumetto alla decorazione eccetera.
Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design. Si tratta di un curioso itinerario che coniugando storia e attualità perviene a proposte riguardanti il prossimo futuro sul ruolo del “maestro d’arte” cioè di quella figura professionale che nel corso dei tempi da artigiano si è trasformato gradatamente in un vero e proprio professionista che all’attitudine creativa e manuale ha aggiunto un buon bagaglio di conoscenze sia culturali in senso lato che tecnologiche che gli permettono di realizzare risultati di grande qualità.
Il filo conduttore della tesi di Chiara Fedele è la costruzione pianificata di una risposta alla domanda drammatica che oggi soprattutto i giovani si pongono : è possibile trovare un’occupazione, mettere a frutto le competenze acquisite, gli studi seguiti ? Chiara con il suo lavoro perviene ad una risposta incoraggiante : oggi è certamente più difficile di ieri, ma gli spazi ci sono per chi abbia la buona volontà e le competenze professionali e in quest’ottica chi ha seguito un corso di laurea accademico è fornito di una scorta articolata di capacità operative che lo mettono al riparo di tante insidie che minano il mercato del lavoro. Supporti che gli permettono di applicarsi con flessibilità alle più diverse situazioni, non ultima quella di “inventarsi” una professione interpretando le necessità del momento e questo può addirittura consentire di svolgere la professione a casa propria. Da qui il titolo della tesi “L’orto di casa” che vuole appunto alludere alla possibilità di recuperare una dimensione a portata di mano e sfruttarla positivamente facendone occasione di gratificazione e di profitto. Ma la proposta vuole anche essere una ricetta di strategia economico-produttiva : l’orto di casa si ispira ad una concezione professionale che fa dell’artigianato, quale alternativa all’industrializzazione, l’elemento di spicco che garantisce la qualità e l’ eccellenza dei prodotti curati e realizzati a mano. Una dimensione che vale la pena di considerare con attenzione e fiducia non solo come proposta occupazionale ma principio etico di valorizzazione delle capacità umane e nel contempo di rispetto della natura e dell’ambiente con i quali l’artigiano si è sempre trovato in armonia.

di Ma. Gu.

13/06/2014

 

La mia tesi di laurea su SanremoNews!

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo – Quotidiano online della provincia di Imperia.

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo che tirano le somme di un anno di studio e di lavoro in cui hanno applicato le conoscenze acquisite producendo elaborazioni personali nelle diverse discipline che caratterizzano i piani di studio dei Corsi di laurea in Pittura, in Architettura d’interni e design e in Grafica e Illustrazioni.

Le realizzazioni spaziano dai disegni alle planimetrie di architettura d’interni eseguite a mano e con i più sofisticati software specialistici, alla progettazione e costruzione materiale di moduli d’arredo, al campionario grafico destinato all’editoria, alla pubblicità, al commercio e ancora all’illustrazione, al fumetto alla decorazione eccetera.

Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design. Si tratta di un curioso itinerario che coniugando storia e attualità perviene a proposte riguardanti il prossimo futuro sul ruolo del “maestro d’arte” cioè di quella figura professionale che nel corso dei tempi da artigiano si è trasformato gradatamente in un vero e proprio professionista che all’attitudine creativa e manuale ha aggiunto un buon bagaglio di conoscenze sia culturali in senso lato che tecnologiche che gli permettono di realizzare risultati di grande qualità.

Il filo conduttore della tesi di Chiara Fedele è la costruzione pianificata di una risposta alla domanda drammatica che oggi soprattutto i giovani si pongono : è possibile trovare un’occupazione, mettere a frutto le competenze acquisite, gli studi seguiti ? Chiara con il suo lavoro perviene ad una risposta incoraggiante : oggi è certamente più difficile di ieri, ma gli spazi ci sono per chi abbia la buona volontà e le competenze professionali e in quest’ottica chi ha seguito un corso di laurea accademico è fornito di una scorta articolata di capacità operative che lo mettono al riparo di tante insidie che minano il mercato del lavoro. Supporti che gli permettono di applicarsi con flessibilità alle più diverse situazioni, non ultima quella di “inventarsi” una professione interpretando le necessità del momento e questo può addirittura consentire di svolgere la professione a casa propria.

Da qui il titolo della tesi “L’orto di casa” che vuole appunto alludere alla possibilità di recuperare una dimensione a portata di mano e sfruttarla positivamente facendone occasione di gratificazione e di profitto. Ma la proposta vuole anche essere una ricetta di strategia economico-produttiva : l’orto di casa si ispira ad una concezione professionale che fa dell’artigianato, quale alternativa all’industrializzazione, l’elemento di spicco che garantisce la qualità e l’ eccellenza dei prodotti curati e realizzati a mano. Una dimensione che vale la pena di considerare con attenzione e fiducia non solo come proposta occupazionale ma principio etico di valorizzazione delle capacità umane e nel contempo di rispetto della natura e dell’ambiente con i quali l’artigiano si è sempre trovato in armonia.

Installazione: Le città invisibili

Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti interpretano Calvino con una installazione in biblioteca ‘Le città invisibili’ – Quotidiano online della provincia di Imperia.

Gli studenti dell’Accademia hanno realizzato materialmente l’invisibilità veicolandola con una composizione di immagini apparentemente in libertà vagante ma sostanzialmente coordinate in un tutt’uno armonioso

 

 

Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti interpretano Calvino con una installazione in biblioteca ‘Le città invisibili di Calvino, sospese in aria diventano visibili’. L’installazione presentata dall’Accademia di Belle Arti di Sanremo nel corridoio della Biblioteca Civica nasce dall’idea del prof. Angelo Ardissone di interpretare artisticamente le ‘Città invisibili’ di Italo Calvino attraverso una trasfigurazione creativa del mondo fantastico dello scrittore, della sua strategia combinatoria che supera i parametri della letteratura convenzionale scardinando le coordinate dello spazio e del tempo per dare la massima dignità al surreale proponendolo come espansione del reale.

 

Gli studenti dell’Accademia hanno realizzato materialmente l’invisibilità veicolandola con una composizione di immagini apparentemente in libertà vagante ma sostanzialmente coordinate in un tutt’uno armonioso che convoglia verso la sfera metafisica con l’intendimento di sollecitare l’osservatore a spingere il pensiero oltre la barriera del reale per portarlo a ‘navigare’ nel mare intangibile ma non ignoto dell’irrealtà immaginata e vissuta con il pensiero nella dimensione del surreale. L’impatto provocato con immediatezza dal colpo d’occhio scatena il desiderio istintivo di superare i limiti del finito che ci circonda per approdare negli interminati spazi dove solo la leggerezza acuta e disinvolta del pensiero sa orientarsi alla sola e irrinunciabile condizione di non dimenticarsi mai che il pensiero è un cattivo padrone ma un ottimo servo e perciò di guidarlo ad agire sui nostri comandi precisi.

 

E’ così che il prof. Ardissone ha portato gli studenti a vivere nel loro pensiero il mondo immaginario di Italo Calvino per decifrarlo e poi riprodurlo con spirito artistico e originalità creativa. Le città invisibili assumono tratti pseudoreali nelle immagini aeree dell’installazione che sembrano vagabondare nell’aria, sospese a fili invisibili che oscillano lasciando loro libertà d’azione ma nello stesso tempo riconducendole all’equilibrio, alla configurazione organica che si addice alla geometria della materia e non all’irrealtà. Partecipa all’operazione la scelta del titolo che è ricavato dall’utilizzo delle lettere iniziali dei nomi delle città invisibili calviniane. Un titolo che costituisce un’identità perché sembra quasi un nome con il suo soprannome o nomignolo. Anche questo contribuisce a rendere visibile l’invisibile associandolo a una situazione molto reale nella sua semplicità.

 

L’invisibile dunque si fa visibile, la metafisica quasi retrocede con la sua specificità e rientra nella fisica di cui conosciamo tutto o quasi, se non altro perché giorno dopo giorno ne facciamo esperienza diretta. Con questa iniziativa di originale abilità creativa si saldano le dimensioni tra loro lontane di reale, irreale e surreale, si coniuga il materiale con l’astrattezza, la fantasia, l’invenzione. Una proposta con cui gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo partecipano alle manifestazioni commemorative di Italo Calvino organizzate dal Museo Civico e dalla Biblioteca Civica lanciando un messaggio forte di fiducia nell’uomo e nelle sue prerogative naturali che fanno del pensiero la dote più importante e qualificante per la ricerca di se stessi e della migliore soluzione delle problematiche esistenziali che ci accompagnano quotidianamente facendoci basculare tra mondo fisico e metafisico sull’onda delle nostre speranze e delle nostre paure alla ricerca di una sicurezza che apra ad un domani sereno e promettente. E il pensiero ci può aiutare in questo caso come nessun altro compagno di viaggio.