STILE TROPICALE

E’ stato annunciato all’evento Maison&Objet che ha avuto luogo a Parigi dal 23 al 27 Gennaio di quest’anno: lo stile tropicale è una delle tendenze primavera/estate 2015.

Si tratta principalmente di un mix di colori, forme, fantasie e simboli che prende spunto da quell’immaginario che un po’ tutti noi abbiamo quando ci soffermiamo a sognare in pieno inverno una bella vacanza in uno di questi slendidi posti tropicali dove il mare, il caldo, i colori, la grande varietà di frutta fanno da padroni.

COLORE Costituisce la regola imperiale, in particolare il blu! Primo fra tutti il Classic Blue, ma anche le sue infinite varianti tra cui lo Scuba Blue e l’Aquamarine a cui abbinare piccoli accessori in Lucite Green. Il blu quindi si presta bene sia per accostamenti tono su tono che per quelli più contrastanti come con il giallo, il verde, l’azzurro o il rosso.

DECORO Le foglie dalle forme tropicali si sposeranno bene su qualsiasi superficie su cui deciderete di disporle: tende, carta da parati, coperte, porcellana…

ARREDI Gli arredi in legno sarebbero quelli ideali, ma è possibile accostare anche arredi di altri materiali ottenendo comunque un bel risultato visivo finale. Aggiungete poi piante a volontà.

ATTENZIONE L’attenzione in questa tendenza sta nel non esagerare, in quanto stiamo parlando di colori forti e audaci e di trame ricche e fantasiose: il tutto va sempre accostato con parsimonia. Affianco ad una carta da parati briosa, pareti dai toni più neutri, con tessuti variopinti, accessori monocolore e intorno a mensole ricche zone più minimali.

LA SELEZIONE

     

Paralume AMTEVIK, Ikea          Pouf RAMONA, CasaShops         Tappeto IZIMUR, Maison Du Monde

      

Interior By Arlequin                                             Il dettaglio tropicale di casa mia? La mia Eraclide!

BLOG: IN ARRIVO IL SETTORE DELLE TENDENZE!

Ciao a tutti! Oggi vi rendo partecipi di un’altra iniziativa legata alla mia attività e… al mio sito, che da oggi ospiterà una nuova sezione dedicata alla stesura di un blog! Non so dirvi quanto riuscirò ad essere costante, sempre travolta da mille +1 impegni, ne’ so per quanto tempo questo progetto riuscirà a stare in piedi… Ma prendiamola così: è un’attività che prima di tutto serve a me per rimanere concentrata sugli sviluppi del settore, costituirà una sorta di quaderno su cui annoterò spunti e idee, manterrò il mio sito attivo e voi… bhe’ senza di voi tutto ciò non avrebbe senso! Del resto, a che serve rendere pubblici idee e pensieri se poi non c’è nessuno che li legge!? Il tema con cui inizierò a redigere il mio blog sarà quello delle tendenze legate all’arredamento.

Mi sono accorta che sul web non esistono fonti che esprimono l’argomento con chiarezza e limpidità; io per prima, dopo un’evento importante come il Salone del Mobile o il Maison&Objet, mi ritrovo sempre a saltellare da un sito all’altro avida di novità ritrovandomi poi con una o due idee striminzite nella testa. Certo sulle riviste del settore il materiale si trova eccome… ma perchè escludere a priori tutte quelle persone che cercano sinceramente solo qualche idea per rinnovare casa senza dover necessariamente spendere una fortuna? Eh, si! Perchè questo è un altro aspetto che cercherò di tenere a mente: il low-cost! Perchè personalmente ritengo che non sia necessario spendere ingenti somme di denaro per avere una casa invidiabile… Certo la qualità si paga, i designer devono pur campare e le loro prodigiose capacità progettuali sono certamente di grande aiuto per l’intera umanità… ma una casa arredata seguendo i criteri del fai-da-te, del green e del low-cost la renderà sicuramente unica nel suo genere! Una casa low-cost può essere rinnovata tutte le volte che si vuole; le tendenze possono venire in nostro aiuto con fonti d’ispirazione e possiamo anche decidere di combinare gli arredi di uno o dell’altro stile se scopriamo di riuscire così a valorizzare al meglio qualche angolo della nostra casa…

Ecco perchè io, come un’altra grande schiera di interior designer, ritengo che seguire le tendenze nel settore d’arredo non sia una di quelle cose alla quale ci si debba opporre completamente… come per tutte le altre cose della vita, anche questa, va fatta con ponderatezza!

A giovedi, quindi, con il mio primo vero articolo su lo STILE TROPICALE!

E si parla della mia discussione di laurea anche qui!

Sanremo, saggio didattico all’Accademia di Belle Arti

Cultura Sanremo — 13 giugno 2014

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo che tirano le somme di un anno di studio e di lavoro in cui hanno applicato le conoscenze acquisite producendo elaborazioni personali nelle diverse discipline che caratterizzano i piani di studio dei Corsi di laurea in Pittura, in Architettura d’interni e design e in Grafica e Illustrazioni

Le realizzazioni spaziano dai disegni alle planimetrie di architettura d’interni eseguite a mano e con i più sofisticati software specialistici, alla progettazione e costruzione materiale di moduli d’arredo, al campionario grafico destinato all’editoria, alla pubblicità, al commercio e ancora all’illustrazione, al fumetto alla decorazione eccetera.

Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design. Si tratta di un curioso itinerario che coniugando storia e attualità perviene a proposte riguardanti il prossimo futuro sul ruolo del “maestro d’arte” cioè di quella figura professionale che nel corso dei tempi da artigiano si è trasformato gradatamente in un vero e proprio professionista che all’attitudine creativa e manuale ha aggiunto un buon bagaglio di conoscenze sia culturali in senso lato che tecnologiche che gli permettono di realizzare risultati di grande qualità.

Il filo conduttore della tesi di Chiara Fedele è la costruzione pianificata di una risposta alla domanda drammatica che oggi soprattutto i giovani si pongono : è possibile trovare un’occupazione, mettere a frutto le competenze acquisite, gli studi seguiti ? Chiara con il suo lavoro perviene ad una risposta incoraggiante : oggi è certamente più difficile di ieri, ma gli spazi ci sono per chi abbia la buona volontà e le competenze professionali e in quest’ottica chi ha seguito un corso di laurea accademico è fornito di una scorta articolata di capacità operative che lo mettono al riparo di tante insidie che minano il mercato del lavoro. Supporti che gli permettono di applicarsi con flessibilità alle più diverse situazioni, non ultima quella di “inventarsi” una professione interpretando le necessità del momento e questo può addirittura consentire di svolgere la professione a casa propria. Da qui il titolo della tesi “L’orto di casa” che vuole appunto alludere alla possibilità di recuperare una dimensione a portata di mano e sfruttarla positivamente facendone occasione di gratificazione e di profitto. Ma la proposta vuole anche essere una ricetta di strategia economico-produttiva : l’orto di casa si ispira ad una concezione professionale che fa dell’artigianato, quale alternativa all’industrializzazione, l’elemento di spicco che garantisce la qualità e l’ eccellenza dei prodotti curati e realizzati a mano. Una dimensione che vale la pena di considerare con attenzione e fiducia non solo come proposta occupazionale ma principio etico di valorizzazione delle capacità umane e nel contempo di rispetto della natura e dell’ambiente con i quali l’artigiano si è sempre trovato in armonia.

La redazione

E anche su Riviera24…

Sanremo – Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design.

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo che tirano le somme di un anno di studio e di lavoro in cui hanno applicato le conoscenze acquisite producendo elaborazioni personali nelle diverse discipline che caratterizzano i piani di studio dei Corsi di laurea in Pittura, in Architettura d’interni e design e in Grafica e Illustrazioni

Le realizzazioni spaziano dai disegni alle planimetrie di architettura d’interni eseguite a mano e con i più sofisticati software specialistici, alla progettazione e costruzione materiale di moduli d’arredo, al campionario grafico destinato all’editoria, alla pubblicità, al commercio e ancora all’illustrazione, al fumetto alla decorazione eccetera.
Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design. Si tratta di un curioso itinerario che coniugando storia e attualità perviene a proposte riguardanti il prossimo futuro sul ruolo del “maestro d’arte” cioè di quella figura professionale che nel corso dei tempi da artigiano si è trasformato gradatamente in un vero e proprio professionista che all’attitudine creativa e manuale ha aggiunto un buon bagaglio di conoscenze sia culturali in senso lato che tecnologiche che gli permettono di realizzare risultati di grande qualità.
Il filo conduttore della tesi di Chiara Fedele è la costruzione pianificata di una risposta alla domanda drammatica che oggi soprattutto i giovani si pongono : è possibile trovare un’occupazione, mettere a frutto le competenze acquisite, gli studi seguiti ? Chiara con il suo lavoro perviene ad una risposta incoraggiante : oggi è certamente più difficile di ieri, ma gli spazi ci sono per chi abbia la buona volontà e le competenze professionali e in quest’ottica chi ha seguito un corso di laurea accademico è fornito di una scorta articolata di capacità operative che lo mettono al riparo di tante insidie che minano il mercato del lavoro. Supporti che gli permettono di applicarsi con flessibilità alle più diverse situazioni, non ultima quella di “inventarsi” una professione interpretando le necessità del momento e questo può addirittura consentire di svolgere la professione a casa propria. Da qui il titolo della tesi “L’orto di casa” che vuole appunto alludere alla possibilità di recuperare una dimensione a portata di mano e sfruttarla positivamente facendone occasione di gratificazione e di profitto. Ma la proposta vuole anche essere una ricetta di strategia economico-produttiva : l’orto di casa si ispira ad una concezione professionale che fa dell’artigianato, quale alternativa all’industrializzazione, l’elemento di spicco che garantisce la qualità e l’ eccellenza dei prodotti curati e realizzati a mano. Una dimensione che vale la pena di considerare con attenzione e fiducia non solo come proposta occupazionale ma principio etico di valorizzazione delle capacità umane e nel contempo di rispetto della natura e dell’ambiente con i quali l’artigiano si è sempre trovato in armonia.

di Ma. Gu.

13/06/2014

 

La mia tesi di laurea su SanremoNews!

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo – Quotidiano online della provincia di Imperia.

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo che tirano le somme di un anno di studio e di lavoro in cui hanno applicato le conoscenze acquisite producendo elaborazioni personali nelle diverse discipline che caratterizzano i piani di studio dei Corsi di laurea in Pittura, in Architettura d’interni e design e in Grafica e Illustrazioni.

Le realizzazioni spaziano dai disegni alle planimetrie di architettura d’interni eseguite a mano e con i più sofisticati software specialistici, alla progettazione e costruzione materiale di moduli d’arredo, al campionario grafico destinato all’editoria, alla pubblicità, al commercio e ancora all’illustrazione, al fumetto alla decorazione eccetera.

Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design. Si tratta di un curioso itinerario che coniugando storia e attualità perviene a proposte riguardanti il prossimo futuro sul ruolo del “maestro d’arte” cioè di quella figura professionale che nel corso dei tempi da artigiano si è trasformato gradatamente in un vero e proprio professionista che all’attitudine creativa e manuale ha aggiunto un buon bagaglio di conoscenze sia culturali in senso lato che tecnologiche che gli permettono di realizzare risultati di grande qualità.

Il filo conduttore della tesi di Chiara Fedele è la costruzione pianificata di una risposta alla domanda drammatica che oggi soprattutto i giovani si pongono : è possibile trovare un’occupazione, mettere a frutto le competenze acquisite, gli studi seguiti ? Chiara con il suo lavoro perviene ad una risposta incoraggiante : oggi è certamente più difficile di ieri, ma gli spazi ci sono per chi abbia la buona volontà e le competenze professionali e in quest’ottica chi ha seguito un corso di laurea accademico è fornito di una scorta articolata di capacità operative che lo mettono al riparo di tante insidie che minano il mercato del lavoro. Supporti che gli permettono di applicarsi con flessibilità alle più diverse situazioni, non ultima quella di “inventarsi” una professione interpretando le necessità del momento e questo può addirittura consentire di svolgere la professione a casa propria.

Da qui il titolo della tesi “L’orto di casa” che vuole appunto alludere alla possibilità di recuperare una dimensione a portata di mano e sfruttarla positivamente facendone occasione di gratificazione e di profitto. Ma la proposta vuole anche essere una ricetta di strategia economico-produttiva : l’orto di casa si ispira ad una concezione professionale che fa dell’artigianato, quale alternativa all’industrializzazione, l’elemento di spicco che garantisce la qualità e l’ eccellenza dei prodotti curati e realizzati a mano. Una dimensione che vale la pena di considerare con attenzione e fiducia non solo come proposta occupazionale ma principio etico di valorizzazione delle capacità umane e nel contempo di rispetto della natura e dell’ambiente con i quali l’artigiano si è sempre trovato in armonia.