TENDENZE BAGNO 2015

Lo so, lo so… mi sto riducendo a pubblicare ad ore sempre più tarde di giovedi in giovedi! Mi scuso, ma con l’arrivo delle belle giornate i miei impegni di lavoro aumentano anzichè diminuire! Anzi devo ammettere che in compenso non mi sarei mai aspettata da parte mia una simile costanza nell’aggiornamento di questo blog, quindi intanto prendiamo il lato positivo della situazione e spero che con il tempo imparerò a gestire sempre meglio questo impegno (ma anche piacere) che mi sono presa.

Tornando invece alle nostre argomentazioni vi avevo promesso che oggi vi avrei presentato il mio primo tutorial; ma sono spiacente nel dirvi che questo non è ancora pronto perchè la persona che avrebbe dovuto darmi una mano nel comporre il tutto ha deciso di spassarsela a Pasqua e Pasquetta senza nessuna pietà per la sottoscritta che invece ha lavorato come un mulo!

Quindi, prossimamente su questi schermi, giuro che verrà pubblicato il tutorial su coffe-table fai-da-te!

Oggi invece vi propongo le tendenze del bagno 2015, di cui avevamo già visto qualcosa a grandi linee. Con questo articolo invece andremo ad analizzare le tendenze più nel dettaglio.

TENDENZA ECO

Eco (parola che racchiude il significato di sostenibilità) è inteso sotto ogni aspetto nel quale esso può essere applicabile: stile, colori, mobili, pavimenti, ma sopratutto progetti che puntano sul basso consumo d’acqua e d’energia.

Rubinetto Swirl

TENDENZA MINIMAL CHIC

Tendenza quasi sempre presente per quanto riguarda l’ambiente del bagno, ma con qualche adattamento. Innanzitutto i colori diventano più caldi orientandosi verso il crema e il beige. Il termine minimal fa riferimento principalmente ai mobili con le loro linee pulite e spesso geometriche. Chic invece tende a definire più una spa piuttosto che il vecchio ambiente asettico.

L’illuminazione invece volge ora verso quella d’atmosfera, in sostituzione di quella ampia ambientale alla quale ci eravamo abituati.

TENDENZA RETRO’

Sicuramente una tra le tendenze più forti di questo periodo: il bagno si ispira all’art decò del 1930. Vanno scelti colori molto caldi e forti (arancione, blu scuro, viola…) che non dovranno per forza essere impiegati per le pareti, ma meglio se usati sui complementi d’arredo. In questo caso è d’obbligo la presenza della vasca da bagno, che avrà un ruolo principale e per tale motivo dovrà avere delle linee particolari.

LA DOCCIA

Oggi la doccia può costituire una soluzione altrettanto scenografica quanto quella della vasca da bagno.

Il classico piatto doccia sparisce per dare posto a semplici contenitori in vetro con finiture in metallo non visibile.

Prima abbiamo parlato del bagno che diventa una spa e le docce del momento si adattano al trend incorporando soluzioni d’idromassaggio o di cromo-terapia, per esempio.

Doccia Egg by Arina Komarova

LA VASCA DA BAGNO

L’abbiamo detto prima: il trend più forte è quello che vuole vasche dal design retrò. Ma anche la tendenza contraria può essere una valida alternativa: vasche squadrate o dalle forme geometriche.

Ma la regola rimane sempre una sola: la vasca da bagno deve sorprendere!

Vasca da bagno Essel by Splinter Works

LA SAUNA

Ok, questa la scopro anch’io con voi e assolutamente deve essere mia! Esistono saune pensate per una o due persone che possono essere posizionate praticamente in qualsiasi angolo di un’abitazione: si montano e si smontano facilmente e costituiscono quindi un’idea interessante anche per le piccole case in affitto.

TERMOARREDO

Scaldasalviette e radiatori di design non possono assolutamente mancare in un bagno dallo stile moderno.

Scaldasalviette Ideos by Kermi

 

ZEN GARDEN

L’argomento di questa settimana è il giardino zen, in quanto sarà un discorso propedeutico ad uno dei miei prossimi post.

Io adoro i giardini in generale, ma quelli zen costituiscono una sorpresa passo dopo passo: sono davvero meravigliosi e hanno la capacità di infondere armonia e serenità!

A questo punto però occorre fare una premessa e chiarire il concetto che sta alla base di questa tipologia di giardino. Mentre in occidente il giardino viene considerato un abbellimento della casa, una sorta di prolungamento del salotto dove accogliere altre persone e trascorrere momenti piacevoli, in oriente è invece uno spazio dove meditare e riposarsi, uno spazio nel quale cercare il proprio equilibrio interiore e rigenerarsi.

Probabilmente ora starete pensando che non tutti hanno la fortuna di possedere un giardino, o comunque uno spazio all’aperto, dove poter ricreare questa sorta di “paradiso terrestre”. Ma non dovete temere! A rendere ancora più speciale questo giardino è il fatto che ne esistono versioni in miniatura e quindi adottabili in ogni spazio domestico, poichè non richiedono necessariamente spazi all’aperto o grandi aree da dedicargli, perchè in realtà per crearlo basta un piatto sul tavolino del salotto, un vaso sul davanzale, o qualsiasi altro piccolo contenitore a vostra scelta: un giardino zen da tavolo, o meglio il Bonseki, appunto!

Tornando a parlare della versione originale, dovete comunque sapere che creare un giardino di questo tipo è considerato un’arte e richiede profonde conoscenze acquisibili solo dopo lunghi anni di studio. Prendersi cura di un vero giardino zen nella cultura giapponese equivale a coltivare la propria anima e la propria personalità in un percorso di crescita continua. Qui l’intervento dell’uomo è impercepibile, relegato ad una presenza silenziosa e rispettosa, poichè è la natura che regna sovrana e spontanea.

Intanto noi ci accontentiamo di acquisire un’infarinatura di base, al fine di ottenere così il risultato più veritiero possibile, nel caso in cui si decida di rendere un angolino della casa una zona dalla quale trarre quiete e serenità. I giardini zen hanno appunto la capacità di sprigionare il Ch’i, cioè l’energia vitale che contrasterà con l’energia negativa.

Armonia ed equilibrio sono le parole chiave da ricordare nel momento in cui si allestisce un giardino zen, così come filosofia e geometria sono le due arti su cui si basa la sua realizzazione.

Esso si compone esclusivamente di elementi naturali e ciascuno di essi porta in se un significato specifico. Principalmente gli elementi che costituiscono un giardino zen sono tre:

l’acqua (simbolo della vita, poichè senza di essa non si potrebbe vivere): dovrebbe scorrere da est verso ovest, proprio come il sorgere ed il tramontare del sole, oppure essere ferma.

le rocce (costituiscono il punto del giardino in cui dovrebbe regnare la pace, simboleggiano la forza se collocate sulla terra; se posizionate nell’acqua rappresentano i tanti ostacoli della vita): sono da scegliere quelle dalle forme rotondeggianti e dalle dimensioni importanti.

la vegetazione: quella sempreverde come muschi, licheni o la felce, ma anche bonsai o arbusti. Per quanto riguarda i fiori, essi sono pochi, ma è comunque possibile trovare camelie, rododendri o azalee. Uno dei pochi alberi qui presenti può essere l’acero giapponese, il quale simboleggia l’impermanenza di ciò che ci circonda perchè con l’arrivo dell’autunno perde le proprie foglie. Questa va sistemata a est, sud-est e sud per portare in casa crescita e sviluppo.

Ad ogni modo la vegetazione andrà scelta tra quella locale, facendo attenzione al significato simbolico di ciascuna specie.

sabbia: nel caso del giardino Karesansui, di cui ho deciso di parlarvi più nello specifico poco più avanti.

In base alle preferenze e ai gusti di ciascuno è poi possibile aggiungere anche altri elementi decorativi, purchè siano comunque pochi e rimandino alla semplicità, come un ponticello (simbolo del passaggio attraverso il mare per raggiungere un punto di vista alternativo che non sarebbe visibile altrimenti), una statua di Budda, alcune lanterne giapponesi, lavabi di pietra, candele o tavoli e sgabelli rigorosamente di legno o pietra. Fontanelle e stagni sistemati negli angoli a nord o a sud-est invece simboleggiano la fortuna in campo economico a patto di non esagerare con le proporzioni, in quanto in caso contrario rappresenterebbero un universo di lacrime; in alternativa, al posto dell’acqua è possibile usare della ghiaia avendo cura di tracciare delle linee ondulate con un rastrello.

Bisogna sapere che esistono comunque diverse tipologie di questo giardino e il più conosciuto è il Karesansui, o “giardino secco”. E’ la tipologia di giardino zen più spendibile anche per la versione domestica, ritornando al discorso iniziale. Il Karesansui è così definito in quanto viene allestito prevalentemente con pietre e sabbia bianca (simbolo dell’oceano) ottenuta da granito bianco, il quale ha la proprietà di rendere il tutto più luminoso. Con un semplice rastrello (simbolo di creatività) poi si tracciano delle linee continue senza mai fermare lo strumento, avendo l’accortezza di disegnare anche numerose linee ondulate intorno ai massi. Dovrete creare percorsi visivi uniformi e senza interruzioni che percorrono per la sua lunghezza il giardino e ruotano armoniosamente intorno alle rocce.

Dopo aver distribuito per bene la sabbia quindi si devono collocare i massi (simbolo delle montagne e degli animali marini sacri), i quali vanno interrati alla base, in modo da posizionare il baricentro verso il basso: in questo modo viene a prodursi un senso di sicurezza nell’osservatore. Sebbene essi sembrino disposti in maniera casuale (a volte sono lontani e solitari tra loro, altre volte invece vicini e affastellati) la loro collocazione è studiata a metafora della solitudine e dell’incapacità dell’uomo di relazionarsi in maniera armonica con l’ambiente naturale.

Le isole, cioè i massi, rappresentano l’immortalità, la longevità e la salute.

Nel caso del giardino secco non v’è presenza di elementi naturali se non in forma simbolica (al massimo un po’ di vegetazione tappezzante qua e la): la sabbia rappresenta l’acqua mentre i sassi e le rocce rappresentano le terre emerse.

Questa tipologia di giardino comparve per la prima volta nel VI secolo in Giappone introdotto da monaci buddisti, infatti è anche la versione che si trova nei loro templi e la sua funzione è principalmente meditativa, ovvero va semplicemente osservato in modo da assorbire la calma e migliorare così la ricerca di spiritualità. Tale calma però è ottenibile anche nel momento della realizzazione di questo giardino.

L’esempio più bello e meglio riuscito di questa tipologia di giardino è sicuramente quella del tempio buddista di Ryoan-ji a Kyoto (Giappone).

Esistono poi anche il giardino della cerimonia del tè e il giardino di meditazione moderno.

Bene, a questo punto io mi fermo qua! Credo di essermi dilungata abbastanza e non voglio rischiare di diventare noiosa. Spero che con questo post siamo riusciti tutti (io sicuramente!) a scoprire qualcosa di nuovo su questo argomento e ad avere un’idea generale su come poter cominciare ad allestire eventualmente un piccolo Bonseki in casa, o meglio ancora, fuori casa (per chi se lo può permettere!).

Magari iniziamo col fare un po’ anche nostro il concetto che in natura niente è perfetto così da accettare il fatto che forse noi, quaggiù in occidente, non potremmo mai arrivare alla totalità delle conoscenze dei monaci buddisti per quanto riguarda la realizzazione di un perfetto giardino zen.

Accontentiamoci quindi di mettere in pratica quel poco che sappiamo e speriamo solo di fare bene quel tanto che basta per non portarci la sfortuna in casa!

P.S. Scherzo! Mica sarete superstiziosi!!!??

P.P.S. Vi saluto lasciandovi con una selezione di foto che ho scattato nel Jardin Japonais del principato di Monaco realizzato nel 1994 in onore della principessa Grace Kelly. Buona visione!

PINTEREST

Oggi vi voglio parlare di uno strumento utilizzato per progettare, e quindi arredare, che di primo acchito potrebbe lasciarvi un tantino perplessi.

Penso a quanto sarebbe potuta essere più semplice la mia vita ai tempi dell’Accademia se solo l’avessi scoperto prima. Quando prima di iniziare un qualsiasi lavoro ci veniva suggerito di fare un giro nel web e per riviste in cerca di ispirazioni e di idee. Era diventato praticamente un rito propiziatore per ogni nuovo progetto e spesso ne decideva persino le sorti.

Sto parlando di Pinterest, un vero e proprio social network che funziona attraverso la condivisone di foto, immagini e video.

Per me e per altri del settore si tratta principalmente di uno strumento utilissimo per trovare nuove ispirazioni e organizzare nuovi progetti, un vero e proprio tool di scoperta visuale che spesso viene utilizzato per lanciarsi in qualche nuovo lavoro.

Il suo funzionamento è davvero molto intuitivo, al contrario di Twitter con cui litigo ancora dopo quasi due mesi dall’iscrizione. Dovete entrare su Pinterest.com e iscrivervi; in pochi minuti ci si trova già registrati. A questo punto siete dei Pinner, cioè utenti di Pinterest che possono condividere contenuti visuali sul social network. Per iniziare a visualizzare qualche Pin (si chiamano così i contenuti che vengono pubblicati) dovrete selezionare qualche “categoria” di preferenza che permette di conservare tutto in ordine. Ogni volta che trovate un’immagine che avete intenzione di conservare cliccate su “Pin It” e sceglietene la destinazione sulla vostra Bacheca. La Bacheca in pratica costituisce un insieme di “categorie”, o  meglio “board”, che sono gestibili solo da voi, decidendo le immagini da aggiungere e la maniera in cui catalogarle. Per ogni immagine è possibile inoltre commentare, o mettere semplicemente un “like” cliccando sul cuoricino e quindi ritrovando successivamente  il contenuto sul nostro profilo sotto la categoria “Mi piace”. E’ inoltre possibile creare delle bacheche invisibili a cui solo voi, o chi deciderete di invitare, sarà possibile l’accesso. Un’ultima cosa che non vi ho ancora detto è che potete continuare a seguire anche qui i vostri amici, con la novità che però è anche possibile diventare Follower di tanti altri nuovi utenti di cui vi interessano i pin (non è necessario confermare l’amicizia come su Facebook!). Se volete aggiungermi tra i vostri Pinner mi trovate come Chiara Fedele Interior Design o cliccando nell’apposito widget a fianco (alla voce “Pinterest”).

Veniamo ora al dunque: uno dei motivi per cui ho deciso di parlarvi di Pinterest è perchè esistono professionisti del settore arredo che sono anche dei pinner molto attivi, come Tiziana Tosoni che è la più attiva in Italia nel settore design e home décor con 29.000 followers.

Tiziana Tosoni ha solo 27 anni e lavora come creative consultant per CCRZ. Consiglia di cercare ispirazioni utilizzando come parole chiave lo stile che ci interessa e di utilizzare lo strumento di ricerca per board e non i singoli pin.

Tiziana consiglia anche di organizzare la propria bacheca dividendo le board in maniera abbastanza settoriale, ricordando però che avere troppe board nella propria bacheca può allontanare possibili follower. Inoltre “è buona cosa pinnare immagini dalle fonti originali e citando i proprietari”, aggiungerei io “quando ciò è possibile”!

Il secondo motivo è invece perchè attraverso Pinterest è anche possibile scoprire come curare la presentazione dei piatti e apparecchiare la tavola secondo le tendenze del momento; argomento molto utile in questo periodo che si sta avvicinando alla Pasqua!

Il cibo in generale in questi ultimi anni è divenuto un’argomento che fa tendenza ed è cosa ormai chiara: basta accendere la televisione per passare da un programma di cucina all’altro, sul web stanno spopolando i food blogger e l’argomento dell’anno è ormai l’Expo 2015.

Anche in questo settore c’è chi più di tutti gli altri è riuscito a distinguersi e si chiama Rossella Venezia, la quale conta ben 69.000 follower!

Rossella Venezia è architetto, paesaggista, food stylist, fotografa, scrittrice, autrice di cucina e blogger su Vaniglia – storie di cucina.

Seguire pure questo argomento su Pinterest vi permetterà di avere accesso anche ad un numero quasi infinito di ricette oltre che di mangiare con gli occhi tutto quello che vi verrà presentato!

PIN di TIZIANA TOSONI

PIN di ROSSELLA VENEZIA

 

 

Comunicazione di servizio

Ciao a tutti! Oggi vi do il benvenuto sul mio blog con una news inaspettata (principalmente da me stessa)!

E’ praticamente passato un mese da quando ho inaugurato la sezione blog nel mio sito e mi compiaccio da sola per essere stata costante fino ad oggi. Come vi siete trovati? Avete dei commenti da fare? Sono aperta a qualsiasi punto di vista, dunque non abbiate paura di esprimere la vostra opinione e di dire cosa ne pensate del mio lavoro fatto fino ad oggi!

Tutto questo non perchè ora abbia deciso di smettere di scrivere o di essere costante! Anzi, il post di oggi costituisce la prova che ho preso la questione davvero seriamente, tant’è che aprirò diverse nuove categorie all’interno del blog!

Non ve le anticiperò tutte oggi, anche perchè sinceramente non sono riuscita ancora ad averne una visione del tutto definitiva nella mia testa. Diciamo così: questo giovedi non vi presenterò una nuova tendenza, ma vi parlerò di uno strumento utilizzato per arredare o quantomeno progettare. Il post di giovedi quindi rientrerà nella categoria “Strumenti del mestiere“.

Altre due categorie sicure sono invece: “Stili&Ispirazioni” e “DIY” che seguiranno nel medesimo ordine al termine di questa settimana.

Stili&Ispirazioni

Come posso presentarvi questa categoria? Vediamo un po’… Riuscite a rispondere a queste domande? Cosa caratterizza l’arredamento Shabby Chic? E quello rustico? Quali elementi contraddistinguono l’uno o l’altro stile? E se si volessero mettere insieme? Insomma, ho reso l’idea? Vorrei riuscire a creare una sorta di glossario dell’arredatore man mano che continuerò a pubblicare nuovi articoli sotto questa categoria.

DIY

Ammetto che solo a seguito della mia iscrizione su Pinterest ho scoperto il significato di tale sigla, ora permettetemi di metterla da qualche parte! Comunque non vi proporrò arredi o decorazioni fai-da-te reperiti da Internet; ma per esempio inizierò col proporvi la mia personalissima idea di coffe table. Per questo motivo dunque capirete che non potrò permettermi di aggiornare troppo spesso questa categoria, ma dovrò concedere tempo alla mia creatività di sfornare qualche idea degna di pubblicazione.

In realtà la mia testa è costantemente vittima di sinapsi relative a idee con le quali farcire questo blog, ma il tempo purtroppo si trova sempre in una situazione di minoranza, ahimè. Quindi godetevi lentamente ciò che il mio “sempretroppopoco” tempo mi permette di condividere con voi e…

Buona lettura, a giovedi!!

LA CUCINA DEL FUTURO

Nonostante possiamo dire di essere ancora agli inizi dell’anno, oggi ci spingeremo un po’ oltre ed andremo ad analizzare quelle che saranno le tendenze per la cucina del 2016.

DOVE L’open space, in cui soggiorno e cucina si fondono, si sta imponendo come nuova cultura. Affermatasi ormai da anni negli Stati Uniti, si può comunque pensare di utilizzare separatori mobili, come pareti di vetro scorrevoli, tende, librerie… che all’occorrenza nascondono l’ambiente.

STILE Ricordate quanto avevo detto riguardo allo stile black&white la settimana scorsa? Bhè, per la cucina del prossimo anno quel discorso non conta. Il black&white sarà di tendenza.

PARETI Il trend vorrebbe vecchie travi o mattoni a vista.

PIASTRELLE Assolutamente colorate o con disegni esotici se abbinate a cucine minimal.

TENDENZA Gli scaffali a vista, ovvero senza ante, che offrono libero sfoggio di stoviglie, porcellane, argenteria ecc.

IL TOCCO IN PIU’ Il lavello ad angolo.

CURIOSITA’ Sembra che il colore di tendenza del 2016 possa essere proprio il blu! Quindi via libera a questo colore in tutte le sue tonalità.