Si parla sempre più spesso di fast fashion e degli scandali connessi a questo fenomeno, ma sono ancora troppo poche le persone che conoscono il tema della fast furniture, l'”arredamento veloce”, o dei mobili usa e getta.

Quindi mentre cresce la sensibilità da parte dei consumatori riguardo all’acquisto di vestiti legati al mondo del fast fashion, non si parla dei danni nefasti sul pianeta e sull’economia provocati invece dal fenomeno fast furniture.

Su questo blog ho scritto tanto riguardo uno degli stili che più ho a cuore e con cui più mi piace progettare case: il kinfolk. Ne ho decantato in lungo e in largo i principi e i valori, tra cui l’amore per arredi e mobili di qualità destinati a durare nel tempo.

Ecco perchè ho deciso di condividere anche l’altra faccia della medaglia, ovvero del fenomeno in rapida crescita del fast furniture.

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DALLO STILE SCANDINAVO A QUELLO KINFOLK

Lo stile d’arredo kinfolk deriva da quello scandinavo, simbolo di un arredamento pensato per durare e di conseguenza anche molto legato alla sostenibilità.

Si tratta di uno stile fortemente connesso alla natura per via dei materiali impiegati ed è al contempo simbolo di durabilità in tutto il mondo grazie anche alla tecnica di lavorazione dei materiali.

Il risultato è quello di uno stile moderno e senza tempo!

Lo stile kinfolk invece ne è un’evoluzione e si contraddistingue dal primo per essere ancora più essenziale e minimal.

Gli arredi e complementi protagonisti sono quelli fatti a mano, i mobili d’epoca, quelli riciclati, o artigianali, i souvenir e i ricordi.

FAST FURNITURE: PERCHE’ ATTRAE TANTO

Non esiste solo il concetto di fast food o di fast fashion, ma il concetto del fast si sta sempre più ampliando in tutti i settori ed oggi implica anche quello del design.

Il concetto è molto semplice: sono sempre di più le aziende che producono arredi e mobili a basso costo, a discapito della qualità. Di conseguenza le persone sono sempre più inclini a cambiare i mobili della propria casa, non solo perchè hanno una vita più breve e quindi tendono a rovinarsi prima, ma anche semplicemente al fine di cambiare stile invogliate da prezzi allettanti.

Oggi vediamo nascere con sorprendente rapidità sempre più aziende di fast furniture.

Fast furniture

Uno dei “vantaggi” del fast furniture, oltre ovviamente al prezzo, è che vengono praticamente azzerati i tempi di consegna. Cosa che, sappiamo bene, con il design è praticamente impossibile in quanto, al di la dei pezzi da esposizione, ogni ordine viene fabbricato al momento per soddisfare le personalizzazioni richieste dal cliente e ridurre invenduto da smaltire. Pensiamo agli armadi su misura, ma anche solo all’acquisto di un divano su cui può essere scelto non solo il colore, ma anche la qualità di tessuto o pellame e tutti i vari optional.

Le tempistiche per acquisti di design solitamente si aggirano intorno agli 1-2 mesi

Con il fast furniture invece vedi il prodotto e quello è: fine! Ma cosa viene fatto poi dell’invenduto che non va più di moda? Ti lascio immaginare!

FAST FURNITURE: PERCHE’ NON ANDREBBE ACQUISTATO

Secondo una recente indagine dell’Environmental Protection Agency (EPA), solo nel 2018 gli americani hanno gettato via oltre 12 milioni di tonnellate di mobili e altri oggetti di arredamento – e l’80% di queste sono finite dritte in discarica. Nel 1960 le tonnellate erano soltanto 2,2. Fonte: GreenMe
Fast furniture

I danni per l’ambiente però non sono solo riconducibili alla quantità di rifiuti che viene creata ogni anno, ma anche e soprattutto dallo sfruttamento delle risorse primarie (come legname, plastica, acqua per produrre energia…) e dalle emissioni inquinanti legate ai processi produttivi e al trasporto delle merci.

Le risorse del nostro pianeta non sono infinite e che quelle che possono rigenerarsi, lo fanno in un tempo maggiore di quello che noi impieghiamo a consumarle.

Pensa solo che Ikea produce 15 librerie Billy al minuto e ad oggi nel mondo ne sono state venduti 60 milioni di esemplari? Vale a dire uno ogni 120 persone in tutta la Terra.

Senza parlare poi dell’inquinamento indoor che respiriamo, causato tra le altre cose anche dall’impiego di colle, adesivi e solventi utilizzati nella fabbricazione dei mobili più scadenti. La formaldeide ne è l’elemento principale.

Un altro aspetto su cui vorrei porre l’attenzione è quello dello stile: entriamo sempre più spesso in case omonime e tutte uguali. Ti sarà per esempio già capitato di entrare in una casa e riconoscere un pezzo Ikea!

I MOBILI DI QUALITA’

Forse bisognerebbe tornare a valutare l’acquisto di mobili di qualità come ad un investimento, esattamente come quando si acquista casa e la si ristruttura con un progetto in mano al fine di aumentare il valore dell’immobile.

I mobili di qualità inoltre abbracciano uno stile intramontabile, sfidando le tendenze effimere. Quest’ultimi infatti rendono possibile trovare quegli arredi che non sono l’emblema dell’ultima tendenza passeggera, ma emanano fascino proprio perchè unici e con un’attenzione al dettaglio maniacale.

I mobili di qualità sono realizzati con materiali pregiati e durevoli e frutto di una maestria artigianale che sarebbe bene conservare anche solo per mantenere sana l’economia in evidente crisi.

Una soluzione, se proprio non ci si può permettere l’acquisto di mobili di design, potrebbe essere l’acquisto di mobili di seconda mano, magari dallo stile vintage e dal gusto retrò. I mercatini dell’usato sono una potentissima risorsa in questo caso.

Infatti un mobile di ottima fattura può essere restaurato e anche rivisitato, riparato, carteggiato, riverniciato… 

Non farti attrarre da ciò che va di moda: quando scegli un arredo punta a qualcosa senza tempo. Trova il tuo stile e cerca di capire cosa realmente ti piace e se da solo non ci riesci rivolgiti a un designer di interni.

CASE IN VENDITA RISTRUTTURATE E AMMOBILIATE

Scrivendo questo articolo mi è venuto in mente a quante volte ho letto di annunci di case in vendita già ristrutturate e ammobiliate. Scelte stilistiche di dubbia provenienza sono state fino ad oggi tra i miei principali pensieri: abbinamenti di colore improponibili, proporzioni sbagliate, mancata ottimizzazione dello spazio…

Oggi però ho pensato anche a quanto possa essere assurdo proporre una casa in vendita e arredarla con pezzi scadenti cercando di ricavarne un guadagno più alto.

Già, dovessi essere interessata ad acquistare uno di quegli appartamenti, so già che come prima cosa lo sbarazzerei da quella montagna tossica di rifiuti. In questo modo mi toccherebbe anche prendere in considerazione anche quest’ulteriore spesa come acquirente.

Faccio quindi un appello a chi sta vendendo casa. Evita di acquistare mobili non solo orrendi, ma anche di pessima qualità: piuttosto investi in un render da mostrare alle persone interessate all’acquisto.

Con una spesa nettamente inferiore, anche tu proprietario, potrai vendere casa più rapidamente. Oltre a fornire al cliente un servizio aggiuntivo molto apprezzato come è quello di un progetto d’interni.

IN BREVE

Questi sono quindi i punti principali che abbiamo visto in questo articolo:

  • Fast furniture
  • Dallo stile scandinavo a quello kinfolk
  • Fast furniture: perchè attrae tanto
  • Fast furniture: perchè non andrebbe acquistato
  • I mobili di qualità
  • Case in vendita ristrutturate e ammobiliate

Questo blogpost termina qui, ma… Se vuoi abbandonarti a qualche lettura dal tema slow trovi ulteriori articoli qui di seguito: 

Non dimenticare di commentare, magari scrivendomi cosa ne pensi del fenomeno del fast furniture. Hai degli ulteriori consigli per aiutare i lettori a non cadere nel tranello di questo mercato? Hai già ricorso al fast furniture anche tu e in quale occasione? Non vedo l’ora di leggere il tuo commento, ma soprattutto seguimi su Instagram per non perderti il dietro le quinte dei miei cantieri&contenuti. 

A lunedi, con il prossimo articolo!

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Una risposta

  1. Sono in linea con l’articolo.
    Troppi mobili usa e getta. Da rivalutare i mobili artigianali e di buona fattura.
    Liana

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